Brasile: 3 milioni protestano contro Rousseff e Lula (video)

Le opposizioni brasiliane di centrodestra e alcune associazioni di imprenditori (legate agli Stati Uniti) hanno portato in piazza, domenica scorsa, 3 milioni di persone (secondo gli organizzatori). La folla ha deciso così di palesare il suo disappunto nei confronti del presidente Dilma Rousseff e del suo predecessore, Luiz Inácio Lula da Silva (universalmente noto come Lula).

La mandataria brasiliana è accusata di non riuscire a far fronte alla crisi economica e di essere connivente con lo scandalo corruzione che ha investito la sua formazione politica, il Partito dei Lavoratori (PT). Anche Lula è in difficoltà, anche lui è sospettato di aver favorito il giro di tangenti nella vicenda Petrobras, gigante petrolifero brasiliano.

Le maggiori manifestazioni si sono svolte nella capitale, Brasilia, a Rio de Janeiro e a Belo Horizonte. Secondo i media brasiliani, il numero dei contestatori era superiore a quello del marzo e dell'agosto del 2015, quando in migliaia scesero in strada per chiedere l'impeachement di Rousseff.

A Brasilia c'erano almeno 100 mila dimostranti, che hanno manifestato in maniera pacifica, sventolando bandiere e cantando l'inno nazionale. A Rio si parla di 1 milione di persone, che si sono date appuntamento sulla spiaggia di Copacabana. La manifestazione più imponente sembra essere stata quella di San Paolo, centro di potere economico e consolidato bacino elettorale della destra.

Sempre a San Paolo, un migliaio di attivisti del Pt, in segno di solidarietà, hanno deciso di radunarsi sotto l'abitazione di Lula. Per lui, giovedì scorso, la procura ha inoltrato la richiesta di arresto preventivo. L'ex presidente è accusato di aver nascosto al fisco la proprietà di un immobile di lusso.

Il Brasile non è nuovo a proteste di massa, che alcuni analisti di sinistra hanno definito come tentativi di "golpe soft". Tuttavia, le prime mobilitazioni di tre anni fa si svolsero in tutt'altro clima rispetto a quello attuale: quando il prezzo delle materie prime non era ancora crollato e gli indici inerenti al sistema sanitario e all'istruzione erano positivi. Ora la situazione è cambiata e il paese vive un momento di difficoltà, anche politica.

Rousseff appare sempre più isolata e gli alleati di governo del Pmdb, che possiede 6 dei 31 ministri dell'esecutivo e 67 dei 513 deputati della Camera legislativa, minacciano di ritirarsi dalla maggioranza. Inoltre, il fatto che sia stato coinvolto Lula, il simbolo del riscatto sociale ed economico del paese, mette la presidente in carica in una posizione ancora più delicata. Lei, per parte sua, si dice pronta a resistere, ma le urne non sono più una eventualità così remota.

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