Migranti, primo giorno per l'accordo Ue-Turchia. Papa Francesco critica i respingimenti

Consiglio europeo migranti

20 marzo 2016 - Oggi è il primo giorno per il nuovo regime di respingimenti dei migranti, dopo l'accordo raggiunto a Bruxelles tra Unione Europea e Turchia, ma non si fermano i viaggi della speranza: nelle ultime ore del regime precedente infatti sono migliaia i migranti che hanno tentato, anticipandola, la traversata dalla Turchia sull'Egeo, verso la Grecia.

E così, scrive l'AdnKronos, nel primo giorno di attuazione dell'accordo Ue-Turchia sulla gestione degli arrivi dei migranti in Grecia, due migranti sono stati trovati morti su un barcone arrivato sull'isola di Lesbo. Inutili i tentativi dei sanitari, che hanno eseguito le manovre di rianimazione cardiopolmonare sui due uomini. L'imbarcazione sovraffollata trasportava decine di migranti provenienti dalla vicina Turchia.

Nel frattempo a Roma il Papa, nella domenica delle Palme, è tornato ancora una volta sul tema dei migranti e degli ultimi del mondo:

"A Gesù viene negata ogni giustizia, prova sulla sua pelle anche l’indifferenza perché nessuno vuole assumersi la responsabilità del suo destino. [...] E penso a tanta gente a tanti emarginati, a tanti profughi a tanti rifugiati. [...] nessuno vuole assumersi la responsabilità del loro destino"

ha detto il Papa.

19 marzo 2016 - Amnesty International, a poche ore dall’accordo raggiunto tra l’Unione Europea e la Turchia, ha aspramente criticato quanto stabilito ieri, parlando di enormi contraddizioni:

Il doppio linguaggio con cui è stato ammantato l'accordo non ce la fa a celare l'ostinata determinazione dell'Unione europea a girare le spalle alla crisi globale dei rifugiati e a ignorare i suoi obblighi internazionali. Le promesse di rispettare le norme internazionali ed europee appaiono sospette, una zolletta di zucchero sulla pillola di cianuro che la protezione dei rifugiati in Europa è stata appena costretta a inghiottire.

A parlare è John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International, che ha proseguito:

Le garanzie sullo scrupoloso rispetto del diritto internazionale sono incompatibili con lo strombazzato ritorno in Turchia, a partire dal 20 marzo, di tutti i migranti irregolari arrivati sulle isole greche. La Turchia non è un paese sicuro per i migranti e i rifugiati e ogni procedura di ritorno sarà arbitraria, illegale e immorale a prescindere da qualsiasi fantomatica garanzia possa precedere questo finale già stabilito.

Migranti, trovato l'accordo Ue-Turchia

16:37 - L'annuncio arriva su Twitter dal premier finlandese Juha Sipila, a cui fa eco subito dopo il premier ceco, Bohuslav Sobotka, in relazione all'intesa sui migranti in discussione a Bruxelles: Unione Europea e Turchia hanno trovato l'accordo sulla gestione dei flussi migratori.

Dal prossimo 20 marzo, domenica, gli irregolari che arriveranno in Grecia saranno rispediti in Turchia: il meccanismo messo a punto dovrebbe scoraggiare, nelle intenzioni, i viaggi attraverso l'Egeo. Ankara accetta il principio che tutti i migranti (che siano rifugiati o persone in cerca di lavoro non ha alcuna importanza) che vanno in Grecia torneranno in Turchia. Per ogni migrante tornato indietro, il governo turco invierà un migrante siriano nella Ue.

Secondo quanto riferisce Repubblica inoltre nel testo si prevede anche un'accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l'apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda il budget) per l'adesione della Turchia all'Ue. Secondo l'Ansa i 28 hanno trovato una posizione comune sui termini generali del negoziato con la Turchia nella crisi dei migranti - anche se non l'hanno formalizzata - ed hanno dato il mandato al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a trattare col premier turco Ahmet Davutoglu, tracciando il perimetro di manovra.

18 marzo 2016, ore 08:50 - È iniziata la seconda giornata del Consiglio Europeo dedicato alla questione dei migranti. La prima giornata non ha portato grandi novità. Il nodo principale, quello dei rapporti tra UE e Turchia, deve ancora essere sciolto.

Renzi ha dichiarato ieri, alla fine della giornata: "Domani vedremo se si riuscirà a chiudere l'accordo sulla parte legata all'immigrazione".

In programma questa mattina l'incontro tra il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, e della Commissione Ue Juncker con il premier turco Davutoglu.

17 marzo 2016: la riunione del Consiglio Europeo

Il Consiglio Europeo si riunisce ancora una volta per discutere dello complicato tema dei migranti. È l’ennesimo su questo argomento, ma questa volta si tratta di un vertice ordinario e non straordinario come i precedenti. I capi di Stato e di governo dell’Unione Europea si riuniscono alle ore 16 di oggi pomeriggio per il summit che si concluderà domani mattina.

La discussione verterà soprattutto su una nuova proposta di accordo da presentare venerdì ai rappresentanti del governo turco e che riguarda la disincentivazione dei flussi irregolari di migranti dalla Turchia verso la Grecia e gli altri Paesi Ue. In particolare si vuole riportare tutti i migranti in Turchia dissuadendoli dall’affidarsi ai trafficanti.

Il problema principale riguarda il fatto che la Turchia, che ha aderito alla Convenzione di Ginevra del 1951, l applica con delle limitazioni geografiche riconoscendo pienamente e in modo automatico lo stato di rifugiato solo agli europei e non ai profughi provenienti da Paesi dell’Asia o dell’Africa. Anche se a questi ultimi, come per esempio è successo con i siriani, viene in qualche modo concessa una protezione temporanea con decisioni specifiche di legge o delle autorità nazionali, il problema è che tale protezione non è automatica.

In sostanza l’Ue vuole che la Turchia modifichi la propria legislazione interna prevedendo per i profughi che saranno riportati sul suo suolo dalla Grecia una protezione equivalente a quella prevista dalla Convenzione di Ginevra.

Inoltre, si parlerà del sostegno alla Grecia che si ritrova ad affrontare la crisi umanitaria dovuta all’afflusso massiccio di migranti. Atene sta incontrando molte difficoltà a gestire gli hotspot, ossia i centri in cui avviene l’identificazione e la registrazione dei migranti.

Si cercherà anche di capire come impedire che la chiusura della rotta balcanica, e in particolare della frontiera al confine tra Grecia e Macedonia, abbia come conseguenza il dirottamento dei flussi migratori verso le frontiere tra Turchia e Bulgaria e tra Grecia e Albania, da dove poi i migranti arriverebbero anche in Italia.

Il Premier italiano Matteo Renzi, che parteciperà al Consiglio Europeo, arriverà a Bruxelles qualche ora prima perché alle 13 dovrà presenziare a una conferenza organizzata dal think tank Volta per parlare dell’iniziativa Odysseus che prevede la proposta di un servizio civile europeo. Molto probabilmente Renzi non riuscirà invece a prendere parte all’incontro che solitamente i leader di governo dei Partito dei Socialisti Europei tengono prima di un Consiglio Europeo e che oggi comincia alle ore 13:30.

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