Economist: "Trump è una minaccia globale come l'Isis"

Se il tycoon newyorchese, Donald Trump, dovesse vincere le prossime elezioni presidenziali americane, allora il mondo sarebbe in pericolo. A dirlo non sono i candidati alle primarie democratiche, Hillary Clinton e Bernie Sanders, ma l’ultimo rapporto dell’Intelligence Unit dell’Economist.

Secondo la società di ricerca del noto gruppo londinese, se Trump andasse alla Casa Bianca non ci sarebbe solo il caos politico negli Usa, ma anche gravi danni all'economia mondiale e un diffuso pericolo sicurezza. Su una scala da 1 a 25, Trump-presidente rappresenterebbe un livello di rischio 12. Lo stesso livello di rischio che viene assegnato al terrorismo jihadista di Al Qauida e dell'Isis.

L'analisi svolta dai ricercatori evidenzia che, nel caso di vittoria elettorale, Trump porterebbe il suo paese ad avviare guerre commerciali e ad una crisi con il Messico. Inoltre, una sua consacrazione a Presidente sarebbe percepita positivamente "dai reclutatori di terroristi in Medio Oriente". La sua retorica anti-Islam faciliterebbe il compito alla propaganda dei fondamentalisti.

Robert Powell, manager dell'Intelligence Unit, ha ammesso a Politico.eu che "è molto insolito inserire un singolo politico al centro di una lista di rischi globali". Tuttavia anche il personaggio ha dimostrato di essere fuori dagli schemi. Mai un candidato alla presidenza si era spinto con una tale veemenza su posizioni così razziste e qualunquiste.

La ricerca, pur ricordando che la Clinton rimane la favorita, ci tiene comunque a rimarcare che "l'innata ostilità nei confronti di Trump da parte dei vertici repubblicani, combinata con l’inevitabile opposizione democratica ci porterebbero a vedere molte delle sue politiche più estremiste bloccate al Congresso. E queste tensioni interne minerebbero la tenuta della politica interna ed estera".

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