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Ore 12 - Pd, tira aria da "8 settembre". E la scissione non è più una iattura

Pubblicato: 19 feb 2009 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroLa sintesi l’ha tracciata ieri sera un segretario regionale del Pd nel summit romano convocato in fretta e furia.

Ha detto il “giovane colonnello” nordista: “Il partito ha tutte e cinque le gomme a terra. Anche quella di scorta. E qui invece di andare subito a un congresso straordinario ci impicchiamo con i regolamenti”.

Si continua a prendere tempo, che è la stessa cosa che perdere tempo. E’ così perché non si sa che strada prendere: manca il coraggio di scegliere.

Ma al peggio non c’è mai limite. Ora nessuno si fida più di nessuno.

In periferia cresce l’insofferenza e monta la protesta per come il “vertice” del loft gestisce e prefigura il dopo Veltroni. Si teme la riproposizione di un patto compromissorio fra vecchie eredità.

Sabato verrà proposta la data del congresso. Sarà sufficiente a placare le turbolenze o a convincere la massa dei componenti dell’assemblea costituente a non disertare l’appuntamento che dovrebbe affidare a Dario Franceschini (anche lui romanziere e amante di un’altra vita in … Sudamerica) la “reggenza” del Pd?

I problemi aperti sono tanti ma i nodi sono soprattutto tre.

C’è quello della leadership (i veltroniani insistono per la immediata reggenza a Franceschini in modo da stoppare l’assalto di Bersani spinto da D’Alema, in queste ore appostato come un cecchino) e c’è quello della linea politica (come si va alle elezioni, con quali alleanze?) e del progetto (quale Italia?).

In mancanza di un colpo d’ala è a rischio l’idea stessa del Pd. Nel conto va messo la dissoluzione del partito.

Da qui al congresso d’autunno il campo è minato e l’election day del 6 e 7 giugno sarà il passaggio per le forche caudine per l’intero gruppo dirigente.

Voltare pagina, ma come? Questo bipolarismo è in crisi. E il passaggio dal bipolarismo al bipartitismo è fallito.

Così c’è chi prefigura nuovi progetti, parafrasando Aldo Moro “scomporre e ricomporre”, per organizzare meglio il campo dell’opposizione a Berlusconi, pronto – si dice – a giocare nel 2010 la carta delle elezioni politiche anticipate per l’”assalto” democratico alla Costituzione e al Colle.

Una parte del Pd (e non solo) punta a una Kadima italiana perché, come dice Marco Follini: “Berlusconi non si batte con un solo partito ma con una alleanza fra diversi fatta da un nuovo centro e una nuova sinistra”.

Si punta a un centro sinistra col trattino, nuove alleanze con paletti a sinistra e a destra.

In questo quadro da “8 settembre” la scissione non è pi considerata una iattura.

Sono ore difficili. Ed è tutto il gruppo dirigente a dover portare sulle spalle un pezzo della croce della sconfitta. Come diceva Sartre: “Non esistono vittime innocenti”.

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Utan

    Utan

    19 feb 2009 - 12:47 - #1
    -4 punti
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    Falcioni:
    Ma quando farai un articolo senza ragionamenti dietrologici a coda di porco?

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    19 feb 2009 - 12:48 - #2
    1 punto
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    La maledizione del centrosinistra scissione fino a ridursi ai minimi termini, invece di avere un unico partito si hanno 4-5 partiti col 3-4% ogniuno, e la diaspora continua, questo non fa bene al paese.

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    19 feb 2009 - 12:54 - #3
    0 punti
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    Dovrebbero fare le primarie ma con una novità:
    insieme al nome del leader del partito, chiedere anche chi si vorrebbe fuori dal PD, con una bella X sulla faccia del “segato”.
    Mai X sarebbe più azzeccata!

  • Profilo di Quartana

    Quartana

    19 feb 2009 - 12:59 - #4
    2 punti
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    Prima delle scorse elezioni politiche Veltroni diceva che il PD sì che era un vero partito, mentre il PDL era solo un’unione di sordidi interessi senza un progetto comune.
    Forse aveva invertito le sigle.

  • Profilo di Utan

    Utan

    19 feb 2009 - 13:04 - #5
    -5 punti
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    4-
    Nella PDL sono tenuti insieme da un sordido che promette di esaudire anche i loro sordidi interessi…questo è il loro progetto comune che funziona.

  • (Xanderoby)

    19 feb 2009 - 13:19 - #6
    0 punti
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    Falcioni: han aperto l’ufficio Bocchini in tutte le sedi di FI, per selezionar le candidate.
    Non è che potresti darti da fare lì, tanto qua non ti si caga nessuno..

  • Profilo di Charles Dexter Ward #4

    Charles Dexter Ward #4

    19 feb 2009 - 13:24 - #7
    1 punto
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    ma che senso ha fare le primarie se prima non abbattete il burattinaio coi baffi?

  • Profilo di fc77

    fc77

    19 feb 2009 - 13:29 - #8
    0 punti
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    #6 piccoli fede crescono!!!!!

  • Profilo di Vercingetorige

    Vercingetorige

    19 feb 2009 - 13:34 - #9
    0 punti
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    A quando la scissione…? ^^

  • Profilo di F/A-22 Raptor

    F/A-22 Raptor

    19 feb 2009 - 13:46 - #10
    -2 punti
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    “Questo bipolarismo è in crisi. E il passaggio dal bipolarismo al bipartitismo è fallito. ”
    quindi? passiamo al partito unico come sotto il Duce?
    oh che sbadato…c’è già…

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    19 feb 2009 - 14:25 - #11
    0 punti
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    Non è una brutta idea la tua sandokan..

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    19 feb 2009 - 14:56 - #12
    1 punto
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    Il PD ha fallito, perchè è un partito nato morto, senza ideologie e ideali che accomunassero i suoi elettori, è stato un collage di movimenti spesso anche divergenti, che per poter stare assieme hanno dovuto venir meno a ciò che i loro elettori si aspettavano da loro. Anche il PDL è così, ma ha la fortuna di avere una personalità carismatica (piaccia o non piaccia) come Belrlusconi, che diventa alla fine il catalizzatore dell’elettorato che lo vede come il proprio Paladino. Uno come Veltron, con i suoi “ma anche”, con la sua pacatezza, con la sua forzata inesistenza ideologica, non ha nessuna speranza di poter tenere assieme tutto questo, e la situazione è destinata a ripetersi, perchè non esiste nel PD una figura paragonabile a Berlusconi. Forse la soluzione sarebbe D’alema, ma di sicuro Massimo, non ha intenzione di uscire allo scoperto ora rischiando una bruciatura.

  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    19 feb 2009 - 15:25 - #13
    1 punto
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    fatemi una cortesia; non parlate di queste beghe da condominio come se si stesse parlando di politica. La politica, intesa come missione nei confronti della società, è morta e sepolta dagli anni 60/70. tutto ciò è solo gioco di parte. era ovvio che sarebbe finito cosi, cosa vi aspettavate da una cozzaglia di menti differenti, la rivoluzione. come fanno a coesistere persone che tiravano i sassi nel 68 con chi in quegli anni faceva il chirichetto alla messa. il problema odierno in ogni partito in ogni schieramento, è la sacrosanta mancanza di ideali, mancanza di progetti, mancanza di obbiettivi, politici ovviamente. tutto viene creato per i posti. il bene del paese non frega a nessuno. comincio a pensare che la politica sia roba da Re, dove l’ultimo dei problemi è lo “stipendio”. troppe conferme fanno pensare a ciò.

  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    19 feb 2009 - 16:30 - #14
    0 punti
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