Obama in Argentina: la visita del presidente Usa 40 anni dopo il golpe

US President Barack Obama and First Lady Michelle Obama arrive with their daughters Sasha and Malia at Ministro Pistarini international airport in Ezeiza, Buenos Aires, Argentina on March 23, 2016.  / AFP / JUAN MABROMATA        (Photo credit should read JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images)

Dopo lo storico viaggio a Cuba, che ha definitivamente segnato l'inizio della svolta nei rapporti tra Washington e L'Avana, Barack Obama è arrivato in Argentina. L'inquilino della Casa Bianca è giunto all'alba, accompagnato dalla sua famiglia, all'aeroporto di Buenos Aires. Qui avrà modo di vedere il neo presidente Mauricio Macri, con il quale gli Stati Uniti sperano di allacciare relazioni feconde. La visita coincide, inoltre, con il 40° anniversario (il 24 marzo 1976) del golpe militare.

La scelta del presidente Usa, di recarsi nel paese latino-americano a 40 anni dal colpo di Stato che portò al potere il generale Jorge Videla, forse non è casuale. Gli Stati Uniti ebbero un ruolo attivo in quella vicenda tragica: sia nel sostegno economico e politico al regime sia nella formazione dei suoi quadri militari.

La presenza di Obama in Argentina, proprio nel giorno del 24 marzo, ha scatenato le polemiche delle opposizioni di sinistra e peroniste e delle associazioni che ricordano i desaparecidos. Così per non rendere il clima ancora più teso, evidenzia il quotidiano El Pais, il presidente americano non dovrebbe recarsi all'Esma (Escuela de Mecánica de la Armada), oggi sede del Museo della memoria. Qui ebbero luogo le torture sistematiche perpetrate dal regime durante il Processo di riorganizzazione nazionale.

Obama, dunque, dovrà trovare le parole giuste per non urtare la sensibilità di un paese ancora diviso, e forse qualche ammissione di responsabilità non guasterebbe. E' previsto dal protocollo un momento per il ricordo delle vittime, staremo a vedere cosa accadrà.

Tuttavia Obama non potrà mettere in difficoltà Macri, che dopo 12 anni di kirchnerismo è senz'altro uomo molto gradito Washington. Ricordiamo, a tale proposito, che la settimana scorsa il Parlamento di Buenos Aires, in un clima arroventato, ha dato il via libera al pagamento dei fondi avvoltoio.

Segnaliamo che dopo la sua elezione, il "liberale" Macri ha subito dato una netta sterzata a destra: decreti favorevoli a banche e grandi imprese, annunci di privatizzazioni dei servizi pubblici e della scuola, manovre per rimettere in questione la legge sui media, aumento delle misure sicuritarie. Di questo la stampa internazionale si occupa poco, e abbiamo l'impressione che il viaggio di Obama non sarà l'occasione per aprire una riflessione in tal senso.

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