Usa-Cina: raggiunta intesa su nucleare e sicurezza globale

WASHINGTON, DC - MARCH 31: President Barack Obama holds a bilateral with President Xi Jinping of China (R) at the Nuclear Security Summit March 31, 2016 in Washington, DC. World leaders are gathering for a two-day conference that will address a range of issues including ongoing efforts to prevent terrorist groups from accessing nuclear material. (Photo by Dennis Brack-Pool/Getty Images)

Dopo il summit di Praga, in cui la Repubblica Popolare ha discusso di investimenti per mettere appunto il progetto della nuova Via della Seta, il presidente cinese Xi Jinping si è recato a Washington per il meeting sul nucleare (Nuclear Security Summit). Qui ha firmato un documento di cooperazione con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Messe momentaneamente da parte gli attriti sulle isole contese nel Mar del Giappone, Pechino e Washington hanno raggiunto un'intesa di massima che non era affatto scontata alla vigilia. Come riporta il Corriere della Sera, nel primo paragrafo del documento ratificato si legge: "Noi, Stati Uniti e Cina, dichiariamo il nostro impegno a lavorare insieme per sviluppare un contesto internazionale pacifico e stabile, riducendo la minaccia del terrorismo nucleare e sforzandoci di costruire un’architettura di sicurezza nucleare globale più inclusiva, coordinata, sostenibile e robusta, a beneficio comune e per la sicurezza di tutti". Dunque, c'è anche la volontà politica di implementare le relazioni in futuro.

Xi Jinping ha scelto la via della diplomazia sostanzialmente per due motivi. Il primo è da riferirsi alla Corea del Nord di Kim Jong Un. Sebbene il paese dell'estremo oriente rimanga un partner commerciale importante per Pechino, l'atteggiamento del suo leader è considerato senz'altro una minaccia alla stabilità della regione Asia-Pacifico. Per questa ragione la Cina ha scelto di cooperare con gli Usa, come già avvenuto nella risoluzione Onu che ha portato a nuove sanzioni contro il regime di Pyongyang.

In secondo luogo, Xi Jinping, pur rimanendo antagonista del Giappone e della Corea del Sud (alleati degli Stati Uniti), non vuole andare allo scontro frontale. Pechino ha già firmato nuovi accordi di pace e commerciali con Tokyo e Seul, e in un momento di difficoltà economica non vuole alzare troppo il tiro, in particolare contro il Giappone di Shinzo Abe.

Anche Washington, preoccupata il dumping monetario dei cinesi e impegnata sullo scacchiere mediorientale, era intenzionata a mostrarsi disponibile al dialogo. Inoltre, Obama non guarda con favore al fatto che Pechino e Mosca possano avere dei rapporti privilegiati.

Proprio a proposito di Russia, segnaliamo che Vladimir Putin non ha preso parte al summit di Washington. La mossa del leader del Cremlino ha preso tutti in contropiede, visto che nell'ultimo periodo aveva riaperto un canale diplomatico con gli Usa sulla lotta al terrorismo dell'Isis.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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