Siria-Iraq: nuovo piano anti-Isis di Obama

A sculpture of an Israeli soldier standing guard is seen next to a sign for tourists showing the distance to Damascus and Baghdad at an army post on Mount Bental in the Israeli-annexed Golan Heights on June 23, 2015. Two wounded Syrians were attacked, leaving one dead and the second in a serious condition after around 200 Israeli Druze from the village of Majdal Shams on the Golan Heights attacked an Israeli military ambulance overnight taking the Syrians to hospital for treatment. AFP PHOTO / THOMAS COEX        (Photo credit should read THOMAS COEX/AFP/Getty Images)

La Casa Bianca, come riporta il New York Times, ha intenzione di implementare l'impegno militare contro l'Isis. Il Pentagono è pronto ad inviare in Siria altre 200 elementi di forze speciali, che si aggiungeranno ai 50 già operativi. Le nuove truppe avranno il compito di addestrare gli insorti in vista dell'attacco di Raqqa, forse la città più importante occupata dagli uomini del "Califfato".

C'è poi in programma un riposizionamento in Iraq. Qui gli istruttori saranno spostati al fine di offrire appoggio all'offensiva contro Mosul. Dunque non è previsto solo una missione di training, ma anche un maggiore supporto alle unità locali in campo. Inoltre, gli elicotteri Apache, attualmente impiegati in missioni di carattere difensivo, saranno usati al fianco delle truppe di Baghdad, in operazioni di attacco.

In attesa dei rinforzi, il Pentagono ha rafforzato il suo schieramento. Da circa una settimana, sono basati in Qatar i B-52, mezzi capaci di trasportare un grande carico bellico e dotati di bombe ad alta precisione. Entro venerdì, poi, dovrebbero arrivare i Prowlers dei Marines, velivoli tarati per un conflitto elettronico, in grado di intercettare comunicazioni e di contrastare la minaccia delle IED, ordigni disseminati dai combattenti islamisti.

Insomma Barack Obama, dopo le ultime sconfitte dell'Isis, dovute anche all'intervento dell'esercito regolare di Damasco, supportate dall'aviazione russa, ha intenzione di procedere con una certa celerità. Il presidente conta di concludere il suo mandato con una vittoria militare significativa, se non definitiva.

Tuttavia, la situazione non è così semplice. Lo Stato Islamico ha ancora una suo peso bellico ed ideologico, tanto in Iraq quanto in Siria. E negli ultimi giorni, proprio in Siria, i jihadisti sono riusciti ancora a guadagnare terreno nonostante le perdite accumulate.

Infine, c'è da tenere in considerazione le grandi divisioni tra le forze anti-Isis, che il governo Usa si prefigge di formare e supportare. Ad esempio, a Raqqa, sono indispensabili i curdi Ypg, ma questi rimangono in guerra con le altre formazioni islamiche sostenute sempre da Cia e Pentagono.

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