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Frost/Nixon: il duello. Recensione

Pubblicato: 22 feb 2009 da Luca Landoni

Commenti dei lettori

Visto che è domenica e non c’è molto di cui occuparsi al di là delle note vicende del Partito Democratico, ho deciso di annoiarvi parlandovi di cinema. Il film in questione è Frost/Nixon: il Duello, pellicola tratta dal dramma teatrale omonimo scritto da Peter Morgan nel 2006 e magnificamente interpretato prima a Londra e poi a Broadway dagli stessi due attori protagonisti della pellicola di Ron Howard.

Michael Sheen interpreta il giornalista David Frost, mentre Frank Langella è un monumentale Richard Nixon, tanto somigliante anche fisicamente da non riconoscerlo dall’originale. La trama. Voi tutti ricorderete le vicende che portarono l’ex-Presidente americano Nixon a dimettersi dall’incarico - primo caso nella storia Usa - dopo lo scandalo Watergate. In quell’occasione si ricondusse a Nixon un’operazione di spionaggio ai danni dei suoi avversari politici riuniti nell’albergo omonimo. Il fatto ebbe un’eco così vasta che da allora in poi tutti i grandi scandali sono stati rinominati con il suffisso Gate, dal nome dell’hotel in questione.

La nostra vicenda si occupa tuttavia dei fatti accaduti immediatamente dopo, quando il giornalista e intrattenitore televisivo inglese David Frost decide di rischiare la rovina personale, offrendo una cifra enorme (600.000 dollari) all’ex-Presidente, per una serie di 4 interviste che dovrebbero servire a “dargli quel processo che non ha mai avuto”. Nixon infatti non aveva ammesso la propria colpa, pur lasciando l’incarico, e il successore Gerald Ford (che era il suo vice-Presidente) gli aveva condonato ogni addebito, chiudendo la vicenda d’autorità.

Frost cerca così di costringere Nixon alla confessione ma si trova di fronte a un osso duro, che ribatte colpo su colpo e lo sospinge a un passo dal fallimento. Ricordiamo che Nixon non aveva accettato l’intervista solo per denaro, ma anche nella speranza di riabilitarsi politicamente. Quando tutto sembra perduto, proprio nell’ultima intervista l’ex-Presidente crolla e ammutolisce davanti allo schermo, finendo per chiedere scusa agli americani. L’epilogo donerà la fama al giornalista e condannerà definitivamente all’oblio il suo interlocutore, che rinuncerà una volta per tutte alla vita politica.

Sono molti i punti a favore di un film che ricostruisce minuziosamente l’ambiente, l’atmosfera e persino le acconciature in voga negli anni settanta. Memorabile quella di Sheen che mi ha davvero riportato indietro di 30 anni, ricordandomi qualche vecchio compagno di classe. L’impianto teatrale è stato mantenuto accuratamente, anche a dispetto dello spettacolo, facendo di questa ricostruzione un piccolo gioiello che probabilmente risulterà ostico ai più, ma piacerà a chi ama andare in profondità. Come si può infatti non parlare d’azione quando ci troviamo di fronte a una battaglia epica, fatta di parole e concetti; insomma, filosofia pura. Una schermaglia verbale che ha fatto la storia del giornalismo, e che pur non potendo eguagliare il pathos teatrale per ovvi motivi di sintesi, è qui riprodotta fedelmente.

Il duello è uscito al cinema da un po’, ma lo trovate ancora in prima visione, e il mio consiglio è di andare a vederlo, o magari attendere l’uscita in dvd, che sarà probabilmente più celere del solito visto che in Italia non ha registrato enormi affluenze di pubblico. Ma vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto se amate l’arte dell’eloquenza e la storia della politica in generale.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Amex II.

    Amex II.

    22 feb 2009 - 20:24 - #1
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    Ovviamente già visto. l’ho trovato molto interessante non solo per la storia, che fa sempre bene ripercorrere in un periodo in cui i giornalisti (almeno in italia) non riescono ad andare oltre il: Tizio ha detto queso, Caio ha detto quest’altro…
    Quello che mi ha colpito, soprattutto, è stata la strutturazione del confronto dialettico che va a ricordare più un incontro di pugilato.
    Mi è sembrato più un film sulla forza delle parole e delle immagini… da vedere.

  • Profilo di Michele G.

    Michele G.

    22 feb 2009 - 21:32 - #2
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    bello. interessante. visto e piaciuto insomma. pensate all’Italia del 2030 e ai possibili film su casi giornalistici di questo spessore…..santoro in un film??? no forse Emilio Fede??? nooo….lasciamo stare mica che tocchi anche ai nostri nipoti il supplizio di quello che passa l’informazione di oggi in Italia… veline, calciatori, pseudo crisi, grande fratello, e robe da conato tipo cogne e compagnia bella, o i quadrimestrali casi nazionali, cani mordaci, treni insicuri, brutto tempo, o le perle di saggezza di qualche soubrette e perchè no, le storie brutte e tristi sbattute in faccia alla gente tipo recenti fatti morali….ma oramai lo sappiamo; sarà per quello che l’Italia è al 60° e passa posto per qualità ed obiettività dell’informazione al mondo……

  • Profilo di antonio's

    antonio's

    22 feb 2009 - 22:24 - #3
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    emule :-D

  • Paro

    22 feb 2009 - 22:44 - #4
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    Sembra interessante. Di sicuro lo andrò a vedere al più presto.

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    23 feb 2009 - 09:29 - #5
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    sarei curioso di sapere chi ha dato 1 a questo post per quale motivo l’ha fatto. ha visto il film non gli è piaciuto e gli dà fastidio che se ne parli bene nella recensione?

    mi sta bene, ma perché non venire a parlarne, in fondo siamo qui per discutere…

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    23 feb 2009 - 09:51 - #6
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    Luca non so perchè ma i sospetti sono abbastanza ben definiti :))

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    23 feb 2009 - 09:57 - #7
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    tu dici, chico? :D

    ci sono un po’ rimasto perchè nei commenti tuttui hanno parlato bene del film e quindi non capivo l’origine della cosa, non che mi freghi dei voti in genere :)

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    23 feb 2009 - 11:54 - #8
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    io ho dato 5
    ^_^

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    23 feb 2009 - 12:03 - #9
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    sei un amico :D

  • Piepalmi

    26 feb 2009 - 18:18 - #10
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    Dubito che Nixon sia caduto nel dimenticatoio. Il fatto che gli americani abbiano voluto sminuire tutto ciò che ha fatto questo presidente è un fatto loro, e a distanza di più di 30 anni, credo si dovrebbe analizzare questo personaggio anche per le cose che ha fatto (alcune anche di ampio rilievo e prestigio) e cercare di ridimensionare l’aura da santone che si è creata attorno all’eterno nemico di Nixon, cioè Kennedy.

    Che sia stato costretto alle dimissioni per lo scandalo Watergate, è un indubbio merito che va riconosciuto alla democrazia americana di quegli anni… il fatto che si consideri Nixon il male assoluto, il presidente da crocifiggere nei media (cinema, teatro etc..) e da portare nel dimenticatoio della storia è un’operazione del tutto parziale, viziata da pregiudizi.

    Il film cmq è ben girato ed interpretato, perchè rende l’idea di cosa vuol dire far dimettere un presidente per intercettazioni telefoniche. Si preme sull’intercettazione, prima che questa diventi qualcosa di molto più pesante. In questo Ron Howard è stato bravo…. mi aspetto dai cinematografi USA però un bel film indagine sulla morte di M. Monroe… o magari sulle amicizie del padre dei Kennedy.. cambieremmo un pò argomento

    Saluti

    Pietro