Passato un po’ sotto silenzio per le concomitanti vicende del Pd, a Roma si è concluso il congresso del Partito Liberale Italiano, forza che si è presentata anche alle ultime elezioni ottenendo un modesto 0,3%. Stefano De Luca, del quale seguimmo una memorabile conferenza stampa durante le dirette elettorali di aprile, è stato confermato segretario, ma la grande novità è il vicesegretariato affidato a Paolo Guzzanti.
Ricordiamo che il giornalista aveva lasciato il Pdl in aperta polemica con Berlusconi (qui l’articolo di Marco Paganini che ne parlava), confluendo nel Pli, che a sua detta “deve rivolgersi ai cittadini delusi da un bipolarismo fasullo e illiberale”.
Anche nel piccolo partito che si propone di diventare la casa dei moderati delusi dal Pdl (ma a loro detta anche dal Pd) si sono confrontate due correnti. La prima, uscita vincente dal congresso con il 73% dei voti, è quella De Luca-Guzzanti, mentre la minoranza fa capo a Marco Taradash - cui va tutto il nostro rispetto per stare sempre e comunque all’opposizione - e Arturo Diaconale. Questi ultimi hanno ottenuto il 23% delle preferenze.
I quadri del Pli sono completati dal presidente onorario Carla Martino e da un ufficio di segreteria formato da Roberto Petrassi, Mario Caputi, Ivan Uncini e Stefano Maffei, mentre alla presidenza ritroviamo una vecchia conoscenza, transfuga da mille esperienze fallite, il già Presidente del Senato Carlo Scognamiglio.
La linea della corrente vincente è chiara: proporsi come alternativa di sistema e rifuggire qualunque alleanza. Questi i propositi bellicosi enunciati da Guzzanti, che con De Luca rinuncia quindi a mendicare un seggio alle Europee per le quali difficilmente raggiungerà il quorum. Può essere tuttavia un modo per vedere se esista uno spazio e un seguito per una forza che non si avvale certo del supporto dei media nazionali.
Potremmo fissare la soglia di sopravvivenza almeno all’1%, ma certo le prospettive non sono rosee. I tempi di Einaudi sono lontani e il carisma di Guzzanti potrebbe non bastare per risollevare dallo zero una forza politica inesistente.
Amex I.
23 feb 2009 - 11:40 - #1Un vero partito di destra liberale… in italia un’utopia…
Vercingetorige
23 feb 2009 - 11:49 - #2Partitini che nascono e muoiono nel giro di qlk anno… cmq vada, un posto lo torveranno sempre…
Sulla carta son tutti bravi, buoni e belli… ma nel concreto…?
Lea
23 feb 2009 - 11:53 - #3Verci, nel concreto si alleeranno al Pdl… così conteranno di più da fuori che non da dentro ;)
Prestigiacomo
23 feb 2009 - 12:00 - #41% non diciamo stupid@ggini se sono fortunati al massimo arrivano allo 0.4%
Pigi
23 feb 2009 - 12:11 - #5Programma: fare la guerra alla Russia, più di quando c’era il comunismo. E siccome la Russia ci fornisce gran parte dell’energia di cui abbiamo bisogno, rimanere al buio e al freddo.
Questi qui, Guzzanti, ma anche Martino e seguaci, ormai sono destinati ad essere una riserva indiana sorda ad ogni richiamo di buon senso e di pragmatismo.
Non è il caso di perderci troppo tempo.
Despota
23 feb 2009 - 12:32 - #6stiamo dando troppa importanza a questi personaggini..
non vale la pena..leggerne …
Quartana
23 feb 2009 - 13:03 - #7Per me si seppelliranno da soli, così come chiunque altro pensi di fondare partitucoli nuovi in area centro-destra.
Paolo873
23 feb 2009 - 15:24 - #8Nel 2012 torna ad essere amico di berlusconi, per una poltrona in senato non ce un putin che tenga
D3S1GN-2080
23 feb 2009 - 20:37 - #9Quelo