Radicali, dopo la morte di Pannella si parla dell'"eredità"

Maurizio Turco, ex tesoriere del Partito, al Corriere della Sera fa il punto sulle finanze del Partito Radicale dopo la morte di Marco Pannella.

Marco Pannella

In un'intervista al Corriere della Sera l'ex-tesoriere del Partito Radicale Maurizio Turco ha fatto un po' il punto sulle finanze dello stesso e sull'eredità di Marco Pannella. Il leader radicale, morto giovedì scorso e tumulato domenica nella sua Teramo, come è noto ha sempre fatto politica mettendo in gioco i suoi stessi averi e la sua figura faceva da garante sia per la sede del partito, lo storico immobile di via di Torre Argentina a Roma, sia per il finanziamento pubblico a Radio Radicale, che trasmette la diretta delle sedute di Camera e Senato e delle Commissioni parlamentari, oltre che di numerosi processi e assemblee interne agli organi della magistratura.

"Si è venduto tutto per il partito, per finanziare la politica. Nella cassa del partito c'è un milione di euro, in debiti. Non c'è una guerra attorno alle spoglie di Pannella, c'è un dissesto manifesto [...] la "roba" (Radio Radicale, ndr) è intestata a una associazione, che si riunirà e deciderà. Siccome gestivo con lui e sui miei atti c'è la sua firma, Marco non mi ha lasciato detto niente. Ci riuniremo per eleggere il nuovo presidente"

Una situazione economica derivante anche dal fatto che Marco Pannella di vitalizi non ne ha mai percepiti, nonostante sia stato parlamentare tra il 1976 e il 1992 e anche eurodeputato infatti Pannella si è sempre dimesso il giorno prima di guadagnare il diritto al vitalizio, e per portare avanti il Partito e le sue battaglie ha sempre investito fondi e averi personali, venduto immobili della sua famiglia (restano due immobili a Riccione che non è riuscito a vendere) e pagato di tasca propria, o garantito personalmente, quando era necessario farlo.

Oggi, ha spiegato a ragione Maurizio Turco, l'eredità di Marco Pannella è tutta politica ed è proprio attorno a quella che si accenderanno roventi discussioni all'interno del partito: come detto da Elisabetta Zamparutti di Nessuno Tocchi Caino infatti da un lato c'è un gruppo, più vicino ad Emma Bonino, che già ai funerali di sabato pomeriggio ha chiesto "unità nel partito" (lo ha detto Marco Cappato dal palco) mentre dall'altro c'è chi di "unità" non vuole sentire parlare, perchè questa presupporrebbe un pensiero unico nel quale i Radicali non possono proprio identificarsi. Sul rapporto tra Pannella e Bonino, negli ultimi due anni inesistente, si è già speculato abbastanza ma vero è, come detto da Turco al Corriere, che la questione prima o poi andrà affrontata: "Ci sono due linee politiche contrapposte. C'è un gruppo che si è coagulato attorno a Magi, Cappato e a Valerio Federico. Ora parlano di unità, ma su cosa? Dovremmo mettere in piedi il partito che loro volevano fare e Marco non ha mai voluto? Come può essere ricomponibile, dopo due anni e mezzo?"

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