No Tav: notte di scontri a Chiomonte. Rimane alta la tensione tra attivisti e Procura

A Chiomonte (Torino) seconda notte consecutiva di disordini. Circa duecento attivisti No Tav sono tornati a protestare lungo i sentieri che portano al cantiere geognostico dell'alta velocità Torino-Lione.

A mezzanotte, i dimostranti hanno lanciato fuochi d'artificio contro il cantiere. Le forze dell'ordine hanno risposto con l'impiego di idranti e lacrimogeni. L'obiettivo era quello di disperdere i No Tav, che tuttavia hanno resistito a ridosso dell'area dei lavori.

Nel corso della 'battaglia', si sono verificati incendi di modesta entità. Secondo quanto riportato da Repubblica, c'è stato anche un rogo di copertoni nei pressi della galleria di Giaglione. Ciò ha reso necessaria la chiusura per mezz'ora dell'autostrada A32 a causa del fumo.

I No Tav sono partiti intorno alle ore 21 da Giaglione verso il cantiere. Solo nella tarda nottata si sono dispersi. Le iniziative sono state decise nell'ormai tradizionale campeggio di Venaus, che quest'anno è in programma fino al 31 luglio.

Gli attivisti nei giorni scorsi hanno risposto anche ad una lettera di Francesco Saluzzo (Procuratore Generale), Armando Spataro (Procuratore della Repubblica) e Alberto Perduca (Procuratore Aggiunto) pubblicata dal quotidiano La Stampa.

I tre hanno stigmatizzato l'appello pubblicato dal sito Effimera contro la sentenza di condanna nei confronti della giovane ricercatrice Roberta Chiroli, che ha scritto una tesi sul movimento No Tav alla "prima persona plurale". In secondo luogo, hanno rigettato l'ipotesi secondo la quale la Procura di Torino si sarebbe avvalsa di strumenti repressivi verso gli attivisti che si battono contro la Torino-Lione. E, infine, è arrivata anche una stoccata al regista Paolo Virzì, che ha indirizzato una lettera ad Eddi, studentessa del movimento che si è sottratta dalla notifica degli arresti domiciliari. Nella missiva, l'artista invitava la ragazza a fare ritorno a casa, ma ha anche attaccato duramente la Procura, responsabile, a suo parere, di "provvedimenti spropositati".

Sul sito dei No Tav (notav.info) potete trovare la risposta completa a Saluzzo, Spataro e Perduca, che si conclude nel seguente modo: "vi diciamo, accogliendo l’appello ad essere sereni che ci avete rivolto, che il Re è quasi nudo e noi di sicuro non collaboreremo con voi a rivestirlo".

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