Siria: dai colloqui di Losanna nessun accordo

US Secretary of State John Kerry (C) getures next to Saudi Arabia's Foreign Minister Adel al-Jubeir (L) and Jordan's Foreign Minister Nasser Judeh (R) at the end of Syria peace talks on October 15, 2016 in Lausanne. / AFP / FABRICE COFFRINI        (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Nulla di fatto dai colloqui di Losanna. Sono passate tre settimane dalla fine del cessate il fuoco e una dalla fallita riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in cui le bozze di Mosca e Parigi sono state respinte. L'emergenza umanitaria, in Siria, è sempre più preoccupante, ma ieri l'incontro in Svizzera tra Paesi mediorientali, Russia e Stati Uniti, si è concluso con un nulla di fatto.

A partecipare alla riunione c'erano il segretario di Stato americano, John Kerry, il suo omologo russo, Sergei Lavrov, i rappresentanti di Iran, Arabia Saudita, Qatar, Iraq, Giordania, Egitto, Turchia e i sostenitori del governo di Damasco e dei ribelli. Anche se, in un comunicato ufficiale, è stato ribadito che il fine del vertice era solo quello di promuovere un maggiore coinvolgimento dei Paesi mediorientali nel processo di pace, c'era comunque la speranza che potesse saltare fuori un abbozzo di accordo tra Washington e Mosca. Accordo che non è arrivato.

Lavrov, dopo l'incontro, ha dichiarato che "alcune idee interessanti che potrebbero avere un impatto sulla situazione" sono emerse, ma che dovranno essere approfondite in futuro. Kerry, per parte sua, pur non nascondendo che ci sono stati stati momenti "tesi e complicati", si è detto fiducioso per i progressi a venire. Insomma, i codici della diplomazia sono stati rispettati, ma le condizioni in cui versa la Siria intanto rimangono drammatiche.

Circa 250 mila civili rimangono "intrappolati" ad Aleppo. Il fuoco dei raid russi non accenna a smettere, mentre tra le fila dei ribelli sono presenti ancora compnenti jihadiste legate ad Al Quaida. L'Onu ha avvertito che le scorte di cibo, carburante e medicinali nella città settentrionale della Siria stanno terminando. Probabilmente, a partire dal mese di novembre, migliaia di persone potrebbero essere ridotte alla fame.

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