Ucraina, Donbass: ucciso comandante dei separatisti filo-russi

A members of the Donbass Battalion, a volunteer militia group devoted to ensuring a united Ukraine, look for pro-Russian separatists at their at a position held by Ukrainian forces in the village of Shyrokyne, Donetsk region on July 3, 2015.  Pro-Russian fighters have withdrawn from a strategic frontline village, Ukraine's military reported on July 3, although some troops doubted whether the surprise retreat and lull in fighting would last.   AFP PHOTO / ANATOLII STEPANOV        (Photo credit should read ANATOLII STEPANOV/AFP/Getty Images)

Ieri sera, verso le 21.00 (ora italiana), nel Donbass, Arseni Pavlov, meglio noto come comandante "Motorola", è stato ucciso insieme ad una guardia del corpo. A riferirlo è stato il ministro della Difesa dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Doneck (Dnr), Eduard Bassourine. Il capo dei ribelli separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina, responsabile del battaglione "Sparta", ha perso la vita perché qualcuno ha fatto deflagrare una bomba comandata a distanza (piazzata in un ascensore). Una possibile tregua nella regione sembra ora sempre più distante.

"Eravamo stati avvisati dai nostri servizi segreti che gruppi sovversivi erano stati mandati per ammazzare alcuni leader politici e militari", ha denunciato Bassourine. L’attentato di ieri è stato rivendicato da quattro uomini mascherati in un video. Nel filmato, dietro i presunti assassini, si vede chiaramente la bandiera di un gruppo neonazista filo-ucraino.

Il leader della Dnr, Aleksandr Zakharcenko, esprimendo rammarico per il lutto, ha subito accusato il presidente ucraino, Petro Porosenko, di aver "rotto la tregua". Ed ha aggiunto: "abbiamo più che sopportato. Ora è il moneto di dire basta".

Anche il leader dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk (Lpr), Igor Plotnitsky, ha espresso il suo cordoglio. E anche lui ha immediatamente dichiarato che è Porosenko il responsabile dell'attentato: "ha scelto la guerra piuttosto che prendere una via pacifica per risolvere il conflitto nel Donbass".

Per parte sua, Kiev ha accusato Mosca per la morte del comandante. Il consigliere del Ministro degli interni, Zorjan Skirjak, sulla sua pagina Facebook, ha detto che dietro l'omicidio ci sarebbe l'intelligence del Cremlino.

La presa di posizione di Porosenko di sabato scorso rende bene l'idea della situazione in Ucraina. Il presidente ha detto chiaramente, come riporta l'agenzia Sputnik, che gli accordi Minsk non possono essere applicati in questo momento perché "è probabile una escalation di violenza nel Donbass" che "richiede una risposta adeguata". Ora le premesse per una ripresa decisa del conflitto ci sono tutte.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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