A chi gli chiedeva di abolire i “cretini”, Charles De Gaulle rispondeva che era un “vaste programme”.
Marco Pannella, che con il presidentissimo francese ha poco in comune, apre oggi a Roma il 7° congresso dei Radicali italiani che si pone l’obiettivo di liquidare la “partitocrazia”.
Come dire, un “vaste programme”.
Pannella, uomo di indiscutibili risorse intellettuali e di altrettante indiscutibili “capocciate”, apre la vecchia-nuova battaglia per “la liberazione democratica dalla messa a sacco del regime democratico”. Marco vuole “la sostituzione radicale di una classe dirigente che dopo 60 anni potrebbe altrimenti continuare a produrre degrado e rovine”.
Il limite del capo radicale è sempre lo stesso: gridare sempre troppo forte e troppo in alto contro tutto e tutti, accumunare sempre tutto e tutti nello sfascio, presentarsi come il messia o l’angelo vendicatore, portatore unico e assoluto di verità, libertà, legalità, democrazia.
Pannella fa, quando gli conviene, l’indifferente sulle vicende della cronaca del palazzo, non gli interessa la “bassa cucina”, vola alto in cerca dell’alta politica. Che non trova mai, perché non c’è.
Ma quella del capoccione radicale, è una purezza double face: da una parte lancia fendenti contro la partitocrazia e dall’altra cerca con tutti i mezzi (intrallazzi compresi) di aprire falle nel muro anti-democratico per portare a casa il bottino, come tutti gli altri: potere, poltrone, soldi, immagine, voti.
Il difetto di Marco Pannella non è quello di essere logorroico. Il suo limite è di essere, specularmente, tale e quale a quelli che lui vuole “fare fuori”.
Come dire, non sta al “loro” gioco. Ma sta al … gioco.
orionboji
27 feb 2009 - 11:55 - #1E’ ironico che proprio uno come Pannella che in parlamento italiano e europeo ha messo le radici vuole il rinnovamento.
Prestigiacomo
27 feb 2009 - 12:03 - #2capezzone è il pannella degli anni 2000!!!!!!!!!!!!!!!!
Vercingetorige
27 feb 2009 - 12:10 - #3Sto tizio è incredibile… più scioperi della fame fa… e più ingrassa!!!!
fc77
27 feb 2009 - 12:14 - #4questo ha finito tutto il fumo!!!!!!!!!!!
Radicale_di_Sinistra
27 feb 2009 - 12:24 - #5Pannella è il primo esempio di un sistema politico malato: nel 94 si alleò col cdx di Berlusconi, e nel 2008 col csx di Veltroni; è lui il simbolo del modo ‘partitocratico’ di fare politica, del poltronismo a tutti i costi.
Per questo, dopo lo slalom dei vecchi Radicali nella stanza dei bottoni, sono nati i Radicali di Sinistra, che intendono riportare in vita la storica identità progressista del partito radicale, a partire da Felice Cavallotti ed Ernesto Nathan.
emind
28 feb 2009 - 08:16 - #6Chi non conosce la storia ed il perché dei Radicali, non può comprendere Pannella. Nulla da ridire quando dici:
Il limite del capo radicale è sempre lo stesso: gridare sempre troppo forte e troppo in alto contro tutto e tutti, accumunare sempre tutto e tutti nello sfascio, presentarsi come il messia o l’angelo vendicatore, portatore unico e assoluto di verità, libertà, legalità, democrazia
Purtroppo il grande problema è che i Pannella ha cominciato ad appoggiare il socialismo con il nuovo millennio.
Che si sia presentato ad a votazioni diverse in schieramenti diversi non lo rende un incoerente, perché i radicali non sostengono una ideologia e non vedono come loro l’eterna lotta destra vs sinistra (che sinceramente non saprei neanche cosa significa).
Ripeto: il declino è cominciato quando hanno abbracciato il socialismo, grande schiavitù del nostro tempo e comune denominatore del Nazismo e del Comunismo, e quando hanno fatto dell’anticlericalismo una nuova religione, non che la nota multinazionale romana non sia eccessivamente invadente.
I Radicali di sinistra sono dei comunisti vestiti da liberali… Benedetto Della Vedova con i Riformatori Liberali è l’unica persona superpartes, laica senza essere anticlericale e che ha idee che potrebbero veramente riformare il paese, ormai logoro e fuori competizione con il resto del G20.
Purtroppo, e questo è esclusivamente un mio punto di vista, ha scelto forza italia ed ora il PDL, come sua casa ideale: in teoria sarebbe anche la scelta ideale, in pratica il PDL è un partito di statalisti ed ex democristiani che non permetteranno mai a della vedova di lavorare nella giusta direzione.