Trump che piace all'estrema destra. Il video di Richard Spencer e della NPI

Richard Bertrand Spencer non è protagonista di una fake news. È un estremista di destra, leader del National Policy Institute, che si auto-descrive come

un'organizzazione indipendente dedicata al patrimonio, all'identità e al futuro delle persone di discendenza europea negli Stati Uniti, e in tutto il mondo

Domenica 19 novembre, Spencer ha tenuto un discorso durante una conferenza il cui video integrale si trova sul canale Youtube Red Ice Radio.

Anche un reporter di The Atlantic era sul posto. E infatti The Atlantic ha pubblicato un video montato in cui Spencer celebra così, a modo suo, la vittoria di Trump:


«Hail Trump, hail our people, hail victory!»

Anche il video del suo intervento integrale riporta questo saluto quantomeno infelice.

Ma non mostra – come invece fa il video di The Atlantic – quelli che sembrano proprio dei saluti nazisti provenienti dalla platea.

Ebbene. Donald Trump piace anche a persone con questo tipo di appartenenza politica. Ed è una cosa con la quale bisogna imparare a fare i conti, presto o tardi, perché è la risposta di questi anni in cui la politica si è sempre più allontanata dalle persone.

Quando la politica si dimentica della realtà la risposta non è il populismo. La risposta è la paura, l'isolazionismo, l'insoddisfazione, la ricerca di un nemico, le idee di supremazia nazionale o razziale.

Le notizie-non notizie (pensiamo alla satira su Trump che critica la Statua della Libertà, che diventa lancio di importanti quotidiani italiani) non fanno che contribuire a questo contesto.

Già che c'era, infatti, Spencer ha definito la stampa Lügenpresse (parola in voga nella Germania nazista per parlare dei giornali che mentono).

È vero che nel suo piano per i primi cento giorni Trump non ha preso la parola su temi come l'immigrazione e la riforma sanitaria ed è vero che non va preso alla lettera quel che ha dichiarato nella sua campagna elettorale. È vero anche che l'endorsement di questo Spencer potrebbe essere non richiesto.

Ma, ripeto, dentro queste realtà neo-naziste si cela parte del malessere che ha portato alla vittoriam di Trump. E non c'è solo quello, di malessere. C'è anche quello di chi ha sempre votato a sinistra, che andrebbe capito, studiato. Bisognerebbe immergersi in quei mondi (come sta facendo The Atlantic e come ha fatto, per esempio, Alen MacGillis in questo bellissimo reportage per ProPublica), analizzarli e dare risposte politiche concrete, che non siano quelle della violenza o degli slogan da social.

E invece il marketing politico (lo vediamo anche in questa terribile campagna elettorale referendaria in Italia) insiste in questa ridicola rappresentazione di una realtà che si trova dentro una bolla.

Bisognerebbe uscirne prima che scoppi da sola e tornare a interessarsi della cosa pubblica. Bisognerebbe.

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