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Aeroporti, alberghi e voli low cost: la ricetta di Berlusconi per l'economia di Palestina e Gaza

Pubblicato: 03 mar 2009 da paganini


Intervenendo alla Conferenza internazionale di Sharm el Sheikh per la ricostruzione di Gaza, Silvio Berlusconi ha rilanciato - tra l’altro - la sua idea di Piano Marshall per la Palestina: una serie di interventi per far risollevare l’economia del, futuro, Stato palestinese:

Un piano che debba prevedere la possibilità di un aeroporto dove arrivino tutti i turisti del mondo cattolico, ma successivamente di tutta la cristianità e anche del mondo islamico per visitare i luoghi sacri di queste religioni. Intorno a questo aeroporto dobbiamo prevedere cose concrete: abbiamo avviato negoziazioni, incontri con i principali gruppi alberghieri del mondo invitandoli ad impegnarsi a costruire lì delle infrastrutture; abbiamo avviato discorsi con le più importanti multinazionali del mondo che possano impegnarsi a costruire lì delle proprie sedi e dei propri opifici; abbiamo in mente di invitare tutte le compagnie aeree low cost a farsi promotrici dell’arrivo in Cisgiordania di turisti importanti.

Tralasciando la stupenda citazione sugli opifici, termine utilizzato l’ultima volta nel ‘700, è interessante notare che la formula proposta per il rilancio economico della Palestina assomiglia molto ad un Piano Brambilla per la Riviera Romagnola: più multinazionali, più aeroporti, più voli a basso costo, più pubblicità.

I numeri sono tutti dalla parte del turismo, le Nazioni unite prevedono, al di là della crisi presente, come attività maggiormente in espansione nel mondo: sono oggi 800 milioni i turisti nel mondo, si prevede che nei prossimi 8 anni ci sarà un aumento del 50%. Dai calcoli che abbiamo effettuato non dovrebbe essere difficile portare una parte importante di turisti, che per quanto riguarda l’Europa oggi sono 400 milioni, a visitare i luoghi sacri della cristianità.

Quindi con opifici, aeroporti e voli Ryanair il “sistema Palestina” riparte e decine di milioni di turisti andranno a far girare l’economia dello Stato (quando ce ne sarà uno): tutto questo sembra però non tenere conto di alcuni dettagli… La guerra, l’ultima che ha sconvolto queste terre, è finita da meno di due mesi. Sono sessanta anni che a quelle latitudini si spara e una delle ultime guerre ha coinvolto proprio i luoghi sacri. Se i turisti non vanno in Palestina probabilmente è perché è un posto insicuro, dove esplodono missili e bombe, dove molte strade sono sterrate e quelle asfaltate sono costellate di check point dell’esercito. Milioni di turisti non vanno a Gerusalemme in vacanza e ad abbronzarsi sulle spiagge di Gaza perché la situazione sociale e politica è esplosiva: 92 mila persone ricevono gli aiuti alimentari dell’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, gli ospedali non funzionano e l’energia elettrica viene erogata quando Israele lo consente. Non a caso il presidente dell’Autorità palestinese, sempre a Sharm, ha detto che senza una soluzione politica della questione palestinese e senza una pacificazione dell’area, i soldi dei donatori internazionali non serviranno a niente.

A proposito della formula “Palestina low cost” il coordinatore nazionale della Tavola della pace, Flavio Lotti, ha osservato: Ma di quali voli low cost per i turisti cattolici sta parlando Berlusconi? Ma di che sta parlando? Quale aeroporto, quali alberghi, quale piano Marshall? I territori palestinesi, Betlemme e Gerusalemme incluse, sono già pieni di alberghi che potrebbero ospitare migliaia di turisti e pellegrini ma che sono spesso chiusi a causa dell’occupazione militare, del muro e dei posti di blocco che strangolano l’economia palestinese. Persino gli aeroporti non mancano in Palestina. Quello di Gerusalemme è occupato dagli israeliani sin dal 1967. Quello di Gaza, costruito con i fondi dell’Unione Europea, è stato distrutto nel corso dell’ultimo attacco israeliano su Gaza.

E voi che ne dite, avremo presto un volo Ryanair sulla tratta Orio al Serio - Gaza City?

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Pigi

    Pigi

    03 mar 2009 - 08:06 - #1
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    Articolo condivisibile.
    I turisti non vanno dove c’è un minimo sentore di disordini, figuriamoci se vanno dove si tirano razzi e si risponde con raid aerei. Comunque la Cisgiordania è recuperabile, anche per il turismo, Gaza no e buttarci altri soldi non serve a niente.
    Per quanto possa non essere politicamente corretto dirlo, ormai le abbiamo tentate tutte: anche con la tregua continuano a tirare razzi su Israele.
    Non sarà politicamente corretto, ma a questa gente vanno applicati metodi romani, romani antichi, ovvio.
    Vanno presi uno per uno e sparpagliati in posti distanti centinaia di chilometri tra loro.

  • Profilo di lascoltodelvenerdi

    lascoltodelvenerdi

    03 mar 2009 - 08:57 - #2
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    Che tristezza…

    Cambiano i posti ma non i ragionamenti. E poi perché dice “un aeroporto per i cristiani ma anche per gli islamici”. Insomma è un aeroporto normale, dove transiteranno tutti con tutti i problemi del caso.
    Non sono mai stato in terra santa, ma quelli che ci sono stati non mi pare che si lamentino di problemi di hotel, semmai i problemi sono altri e non credo si risolvono con un paio di colate di cemento.

  • maranello2

    03 mar 2009 - 09:16 - #3
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    ma li spendesse in Italia, invece di piegarsi a 90 a Gheddafi! vergogna!

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    03 mar 2009 - 10:41 - #4
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    In pratica un paese low-cost, :-))))))

  • Profilo di makanaki

    makanaki

    03 mar 2009 - 10:49 - #5
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    E’ un grande statista. non riesce a risolvere i problemi italiani e vuole risolvere quelli palestinesi.

    Ma se fino all’altro ieri palestinese voleva dire terrorista (vedi puntata di anno zero) come mai adesso tutta questa disponibilità ad aiutare la gente? mah…

  • Profilo di Lea

    Lea

    03 mar 2009 - 12:07 - #6
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    i soldi invece saranno l’arma per la pace, almeno finché ci saranno palestinesi volenterosi.

  • Profilo di NoirPink - Modello PANDEMONIUM

    NoirPink - Modello PANDEMONIUM

    04 mar 2009 - 00:33 - #7
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    Sono le stesse identiche promesse fatte (e mai mantenute) già nel 2002 e nel 2003… Che vergogna!
    http://noirpink.blogspot.com/2009/03/un-piano-marshall-per-la-palestina.html

  • Profilo di Amex II.

    Amex II.

    04 mar 2009 - 01:00 - #8
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    Ma non capite niente… quando è sceso in campo in italia ha promesso mare e monti agli italiani: e conoscete il risultato…
    … Ora è giunto il momento di interessarsi della terra… iniziate a tremare….

  • Voliameno

    21 gen 2010 - 09:54 - #9
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    Sarebbe forse più giusto spenderli in Italia creando nuovi posti di lavoro e rifocillando le casse delle società che finanziano lo sviluppo economico, invece di regalarli a Gheddafi!

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