Putin sulle elezioni americane: "Solo noi pensavamo vincesse Trump"

Nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno che il presidente russo Vladimir Putin tiene davanti ai giornalisti russi e stranieri, durata oltre due ore, il capo di Stato ha parlato con rammarico dell'attentato ad Ankara all'ambasciatore Andrej Karlov ma ha illustrato con parole piuttosto risolute la questione siriana, con la conclusione della battaglia ad Aleppo e lo stato della guerra al terrorismo.

Sulla situazione umanitaria Putin ha dichiarato che la liberazione di Aleppo dai ribelli rappresenta una

"parte cruciale, non solo della normalizzazione della situazione nel Paese, ma della regione nel suo complesso"

Tra i temi fondamentali, il rapporto con gli Stati Uniti e l'elezione di Donald Trump. Putin ha ovviamente escluso dal suo discorso l'intera questione circa i sospetti che alcuni hacker russi possano aver interferito durante la campagna elettorale americana avvantaggiando Donald Trump, ma si è attestato il primato circa le previsioni di vittoria del tycoon newyorkese: "Nessuno credeva che avrebbe vinto le presidenziali, tranne noi" ha detto Putin sottolineando come il presidente eletto abbia saputo interpretare al meglio gli umori della società americana.

"Reagan sarebbe felice di vedere i membri del suo partito vincere ovunque, sarebbe felice del nuovo presidente eletto che ha carpito i bisogni della gente e si è mosso in quella direzione. E' andato fino in fondo, sebbene nessuno credesse in lui, eccetto noi"

Rispondendo a una domanda sul suo successo presso una buona parte di repubblicani americani il leader del Cremlino ha risposto con una battuta: "Semplicemente simpatizzano con i nostri valori tradizionali".

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