Le lacrime e le risate di Obama, le emozioni del presidente

Le ultime lacrime le ha versate elogiando la moglie Michelle durante il suo discorso di addio, ma per Barack Obama non è una novità commuoversi in pubblico. Nè ridere. Insomma, il presidente democratico, inquilino alla Casa Bianca per 8 anni e due mandati, non ha mai fatto mistero delle proprie emozioni: in questi otto anni alla Casa Bianca, Obama è stato un presidente capace di usare la propria emotività senza paura, facendone un ingrediente fondamentale dei suoi discorsi. Discorsi intensi, di grande impatto, che hanno costellato tutto il suo mandato alla Casa Bianca e sono destinati a rimanere nella storia.

Meriti, come è ovvio, ne vanno molti ai collaboratori che scrivono i suoi discorsi. Ma anche, come è altrettanto ovvio, all'uomo Obama, capace di interpretarli e di sciorinare concetti con maestria dialettica ed efficacia comunicativa.

Anche nei momenti più bui della sua presidenza Obama ha usato le sue emozioni per esprimere la vicinanza al popolo americano. Come dopo la strage di Sandy Hook, nel 2012, quando un uomo entrò in una scuola elementare del Connecticut uccidendo 20 bambini. "Il giorno più brutto della mia presidenza", lo ha definito Obama, il cui ricordo, 4 anni dopo, ancora lo commuove.

"Ogni volta che penso a quei bambini, impazzisco", dice dopo un lungo momento di commozione presentando a gennaio 2016 proposte di legge per limitare la vendita delle armi, uno degli obiettivi che la sua amministrazione non è riuscita a portare a termine.

Obama non è stato l'unico, anche altri presidenti americani si sono lasciati andare alla commozione in pubblico: pianse George W. Bush, pianse Bill Clinton, pianse anche uno dei leader mondiali più distanti da Obama, Vladimir Putin, dopo la sua rielezione.

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