La lettera di Bersani a Renzi e ai renziani: "Fermatevi"

Dura lettera scritta da Pier Luigi Bersani ai vertici del Pd, con un invito rivolto direttamente al segretario Matteo Renzi.

Nella missiva pubblicata dall'Huffington Post, Bersani prova ad analizzare la complicatissima situazione all'interno del Pd, dove quella della scissione rimane un'ipotesi concretissima.

"Si capisce poco di quel che succede nel Pd", così inizia la lettera di Bersani, il quale suddivide la missiva in due punti. Nel primo parla dell'emersione della "nuova destra non liberista, ma sovranista, identitaria e protezionista", con una "possibile regressione che può coinvolgere anche una parte dei nostri mondi". Tutto ciò implica la necessità di "discutere davvero, come forse mai in nessun altro Congresso [...]. Una discussione sincera può essere la nostra occasione. Forse l'ultima".

La seconda parte della lettera è dedicata nello specifico alla situazione nel Pd.

Bersani scrive che "il Pd in questi anni ha smarrito buona parte del suo progetto originario, che era fondato su un'ispirazione ulivista e popolare, un'impostazione saldamente costituzionale e democratica e fortemente pluralista". Sottolinea le sconfitte degli ultimi anni, l'ostilità delle nuove generazioni e l'allontanamento di tanti iscritti. "C'è parecchio da correggere nell'azione di governo e nella vita del partito. E c'è assoluta urgenza di farlo. Il Pd non può essere collocato nell'establishment ma la sua forza la deve trovare in chi si sente escluso e non si piega alle nuove demagogie".

L'ex segretario sottolinea che bisogna arrivare a fine legislatura: "Abbiamo una maggioranza e un governo che possono e devono operare fino al 2018, col tempo dunque di correggere le cose che non hanno funzionato".

Attendere la naturale fine della legislatura è per Bersani un "percorso semplice, logico e utile al paese", che però "viene inopinatamente e incomprensibilmente stravolto" dai vertici del Pd.

Arriva a questo punto l'attacco a Renzi e ai "suoi":

Ecco allora la domanda di fondo. Tutto questo perché? Qual è la ragione di questo stravolgimento? Esiste una motivazione comprensibile e pronunciabile? No. I commentatori infatti attribuiscono quanto accade alla intenzione del segretario di "non farsi logorare". Non c'entrano nulla "l'astio o il rancore verso Renzi". Stravolgeremo dunque tutto il percorso per le esigenze o le velleità di una persona sola? No. Prima il paese, poi il partito, poi le esigenze di ciascuno. Questo criterio, per me e per tanti, e spero per tutti noi, è la base stessa della politica. Se noi non teniamo ferma questa sequenza, non siamo più il Pd. Mi sono dunque rivolto e mi rivolgo a tutti quelli che hanno buon senso. Al segretario e a tutti coloro che lo hanno sostenuto dico: non date seguito alle infauste conclusioni dell'ultima direzione. Fermatevi.

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