Il Messico sembra sull’orlo di una guerra civile che vede contrapposte truppe federali e polizia alle milizie dei narcotrafficanti che controllano i traffici, legati soprattutto alla droga, di Ciudad Juarez, città di 1,5 milioni di abitanti sul confine con il Texas.
La situazione sarebbe degenerata a causa della ferocia e della spiccata tendenza all’omicidio dei 100 mila “soldati della droga”: pesantemente armati, avrebbero addirittura sospeso gli scontri tra le due fazioni principali per concentrarsi negli attacchi contro polizia ed esercito.
Nei giorni scorsi altri 8.000 militari sono stati schierati a Ciudad Juarez: la violenza dei narcotrafficanti avrebbe provocato, nel 2008, 7.000 morti in Messico e il governatore del Texas ha chiesto a Barack Obama di schierare le truppe ai confini per evitare che la situazione degeneri anche in territorio americano.
Via | Sole 24 Ore
Pigi
04 mar 2009 - 13:02 - #1Di fronte a queste notizie, i proibizionisti non dovrebbero cominciare a riflettere?
Interi eserciti comandati da narcotrafficanti, stragi, cittadini in fuga.
Non sembra di rivedere gli anni ruggenti di Al Capone?
E non vi ricordate come la politica riuscì a inaridire le fonti di guadagno dei ganster?
Se non ci ricordiamo male la soluzione trovata era liberalizzare, non proibire.
Errare è umano, perseverare è diabolico.
Chico Mendez
04 mar 2009 - 13:17 - #2….Pigi il problema sarebbe risolvibile se la politica non avesse a che fare con i narcos……..prova su Google ad inserire in nome Noriega, guarda che viene fuori ;) A se trovi il nome di Pazienza si e’ l’amico di Gelli :)
Pigi
04 mar 2009 - 13:18 - #3Chico
Anche negli anni di Al Capone la politica aveva a che fare con i gangster.
Film già visto.
Chico Mendez
04 mar 2009 - 13:19 - #4Pigi ora la politica fa parecchi affari, allora erano solo alcuni politici, ora sono vere e proprie multinazionali con interessi nella inanza e nell’economia di parecchi stati……
(Xanderoby)
04 mar 2009 - 13:27 - #5Sono già morti, i soldati.
Chi ha finanziamenti e uomini pressoché infiniti, lo Stato od i narcos?
Ecco.
Nel frattempo sarebbe il caso che gli USA ed i paesi confinanti, eventualmente, si organizzassero per dar una mano al Messico, piuttosto che farlo diventar in breve la nuova polveriera americana.
Chico Mendez
04 mar 2009 - 13:32 - #6Xander ma dai gia’ con il NAFTA hanno fatto cosi’ tanto per quel paese, che vuoi che sia impedire a un contadino messicano di coltivare dei fagiuoli (attivita’ espletata da generazioni) solo perche’ un benefattore del nord si e’ inventato il brevetto per quella coltura :)
Prestigiacomo
04 mar 2009 - 13:39 - #7Sono d’accordo con Xand, non si può lasciare il Messico solo gli USA dovrebbero intervenire, anche perchè il proincipale mercato per i narcos è proprio quello USA.
Pigi
04 mar 2009 - 13:41 - #8I fagioli rendono meno della droga, questo è il punto, brevetti o non brevetti.
Ci fu un periodo in Afghanistan in cui il rialzo del prezzo degli alimentari rese le coltivazioni concorrenziali con il papavero. Ora non più.
E’ una questione di massa, non si può risolvere con la repressione. Sono risorse sprecate.
Chico Mendez
04 mar 2009 - 13:53 - #9Pigi ahem cmq sfondi una porta aperta, stavo solo mostrando alcune sottili contraddizioni in quel contratto capestro qual’e’ il NAFTA…….il Messico e’ un paese con una corruzione credo quasi pari a quella italiana, non e’ difficile per una organizzazione criminale prendere il sopravvento, non scordiamoci le vigliaccate fatte in Chapas mentre appunto a Juarez ed in altre zone (tequila ad esempio) i narcos facevano il bello ed il cattivo gioco
=:G!-!O:=
04 mar 2009 - 14:36 - #10eheh anche noi siamo sulla buona strada ..
C'era una volta la sinistra
04 mar 2009 - 19:55 - #11Strano che i sinistri non danno la colpa a Berlusconi anche per quello che succede in Messico