Biotestamento, la Camera approva la legge con 326 voti a favore

camera-dei-deputati.jpg

20 aprile 2017 - Prosegue il percorso della legge sul biotestamento approdata alla Camera lo scorso 13 marzo. Oggi è arrivato il via libera con 326 voti a favore, 268 contrari e 23 astensioni e il testo, così come è stato approvato oggi, potrà passare all’esame del Senato.

Rispetto alla versione del testo approdata in aula poco più di un mese fa, la versione approvata oggi introduce la regolamentazione delle DAT, le Dichiarazioni anticipate di trattamento che permetteranno a chiunque sia maggiorenne e capace di intendere e di volere di “esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari” e di indicare una persona di fiducia che ne faccia le veci.

13 marzo 2017 - É sbarcato in queste ore alla Camera il testo della proposta di legge, datata 4 giugno 2013, che punta a regolamentare la delicata questione del fine vita. Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico, questo il nome della proposta, affronta in pochi e chiari punti il testamento biologico e l'accanimento terapeutico nei trattamenti sanitari, provando a dare maggiore potere a ciascuno di noi e ai propri familiari in caso di incapacità decisionale.

Vediamo insieme quali sono i punti principali del testo.

Dichiarazione di volontà anticipata di trattamento. Nel caso in cui la persona da sottoporre al trattamento sanitario versi nello stato di incapacità di accordare o di negare il proprio consenso, i medici sono tenuti a rispettare la volontà espressa nella dichiarazione di volontà anticipata di trattamento, il cosiddetto testamento biologico:

Art. 4
1. La dichiarazione di volontà anticipata di trattamento deve essere scritta per intero, datata e sottoscritta dal paziente. La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni relative all’uso o alla donazione del proprio corpo, di organi o di tessuti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a). La dichiarazione deve contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di sottoscrizione.
2. La dichiarazione di volontà anticipata di trattamento, una volta formata, è parte integrante della cartella clinica. Nel frontespizio della cartella clinica deve essere riportata la presenza o no di dichiarazioni di volontà anticipate di trattamento.

Nel caso in cui il paziente da sottoporre a trattamento sanitario sia privo di capacità decisionale, il testo stabilisce che il personale medico dovrà tenere conto della dichiarazione di volontà anticipata di trattamento. Se non è stata fatta alcuna dichiarazione, fa fede la volontà manifestata dal paziente. Se non è stata espressa alcuna volontà e non è stato nominato alcun tutore, vale la seguente gerarchia: coniuge di fatto o non separato legalmente, convivente, figli, genitori, parenti entro il quarto grado.

Il testo stabilisce anche che “il soggetto che presta o che rifiuta il consenso ai trattamenti per conto di chi versa in stato di incapacità deve agire nell’esclusivo e miglior interesse dell’incapace, tenendo conto della volontà espressa da quest’ultimo in precedenza”.

Se, invece, quanto appena spiegato non porta ad una decisione chiara, sarà chiamato in causa il comitato etico della struttura sanitaria e, nel caso in cui quest’ultimo sia impossibilitato a decidere, dovrà intervenire il giudice tutelare.

Sul fronte dei minori, l’articolo 8 spiega chiaramente:

1. Il consenso al trattamento sanitario del minore è accordato o rifiutato dagli esercenti la potestà parentale, la tutela o l’amministrazione di sostegno; la decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute psicofisica del minore.
2. Il consenso al trattamento sanitario del minore non è richiesto quando il minore versa in pericolo di vita a causa del verificarsi di un evento acuto.
3. In caso di contrasto ai sensi dell’articolo 9, si applicano le disposizioni del medesimo articolo.
4. Il consenso al trattamento sanitario del soggetto maggiore di età interdetto o inabilitato, legalmente rappresentato o assistito, ai sensi di quanto disposto dal codice civile, è espresso dallo stesso soggetto unitamente al tutore o al curatore.

L’articolo 11, invece, stabilisce che il medico può disattendere le direttive contenute nella dichiarazione di volontà anticipata di trattamento “solo quando, sulla base del parere vincolante del comitato etico della struttura sanitaria, non sono più corrispondenti a quanto il paziente aveva espressamente previsto al momento della redazione della dichiarazione, sulla base degli sviluppi delle conoscenze scientifiche e terapeutiche, e indicando compiutamente le motivazioni della decisione nella cartella clinica”.

Potete consultare il testo integrale della proposta di legge a questo indirizzo.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO