Elezioni in Olanda 2017: vincono i liberali di Mark Rutte

Giovedì 16 marzo, ore 09:17 - Si sono chiusi i seggi in Olanda con un'affluenza da record dell'81%. A scrutini quasi conclusi il Vvd, partito liberale di destra del premier Mark Rutte, ha conquistato 33 seggi. Frenata l'ascesa dei populisti islamofobi e anti-Ue di Geert Wilders , fino a qualche settimana fa in testa nei sondaggi. Il Pvv è infatti secondo con 20 seggi e supera di una lunghezza i democristiani (Cda) e i liberali di sinistra D66.

Mercoledì 15 marzo 2017, ore 17:34 - Tutti gli occhi sono puntati su di lui e Geert Wilders, leader dell'estrema destra anti-islam, si è recato al seggio in una scuola alla periferia de L'Aia di buon mattino per votare. Dato in calo negli ultimi sondaggi, Geert Wilders si è presentato sorridente davanti ai numerosi giornalisti. La forte percentuale di indecisi tra i 12,9 milioni di elettori chiamati a rinnovare il parlamento lascia ampia incertezza sull'esito del voto. I seggi, aperti dalle ore 7.30, chiuderanno alle ore 21, e i primi exit poll sono attesi subito dopo.


Mercoledì 15 marzo 2017, ore 10:00

- Quasi 13 milioni di elettori olandesi sono chiamati alle urne per rinnovare i 150 seggi della camera bassa del Parlamento, in un voto considerato come un termometro della febbre populista e xenofoba in Europa, prima delle elezioni presidenziali di aprile/maggio in Francia e quelle legislative in Germania di settembre. In tutto il paese i seggi sono stati aperti alle 7.30 ora e verranno chiusi alle 21.Un appuntamento tanto importante quanto dai tratti incerti. Alla vigilia del voto il 60% dei 12,9 milioni di potenziali elettori si diceva indeciso: se votare e per chi votare. Sono 28 in totale i partiti che si presentano al voto, al termine di una campagna elettorale dominata dal tema dell’identità e del multiculturalismo e fagocitata negli ultimi giorni dalla crisi diplomatica con Ankara.I primi risultati definitivi dalle circoscrizioni più piccole arriveranno già in serata, quelli delle grandi città non ci saranno prima di notte fonda. Il nuovo Parlamento si insedierà il 23 marzo, e solo allora cominceranno le trattative ufficiali per la formazione del nuovo governo.

Martedì 14 marzo 2017, ore 17:46 - Già dominata dal tema dell’immigrazione e dall’ascesa dell’estrema destra xenofoba di Geert Wilders, la campagna elettorale olandese ha subìto un forte scossone questo fine settimana, a tre giorni dal voto, a causa della crisi diplomatica con la Turchia. Gli ultimi sondaggi – che comunque non possono tenere conto degli ultimi eventi – dell’istituto Maurice de Hond pubblicati ieri vedono il partito del premier Mark Rutte (VVD) al primo posto con 24 seggi su 150 alla camera bassa del parlamento, in netto calo rispetto ai 40 seggi di cui dispone attualmente. Il partito di Wilders (PVV) è al secondo posto, con 22 seggi, in ulteriore calo rispetto ai precedenti sondaggi.

La tensione con la Turchia – causata dal divieto di ingresso a rappresentanti del governo turco per svolgere comizi elettorali in Olanda in vista del referendum costituzionale del 16 aprile – ha un duplice risvolto: da un lato viene sfruttata da Wilders per dimostrare come decenni di tolleranza verso l’immigrazione di massa e il multiculturalismo abbiano prodotto solo sfasci nella società olandese e allo stesso tempo il pugno duro mostrato dal governo dell’Aia verso Ankara gioca a favore del premier Rutte, che ha ribadito il suo appello alla popolazione di origine turca a “rispettare i valori olandesi” o ad andarsene. Intanto oggi l’Aia ha esortato i suoi cittadini che si trovassero in Turchia alla massima prudenza a causa delle “tensioni diplomatiche” e con una nota sul sito internet del ministero degli Esteri ha invitato i connazionali a “restare vigili ed evitare i raduni e i luoghi molto frequentati”.

Nei Paesi Bassi si rafforzano inoltre i timori della popolazione di origine straniera di fronte ad atteggiamenti, se non a gesti di intolleranza. Centinaia di persone si sono riunite in due moschee ad Amsterdam e Rotterdam per esprimere le loro preoccupazioni per la crescente discriminazione.

“Senza dubbio, i pericoli posti dal gruppo Stato islamico e altri gruppi radicali, hanno spinto le persone a guardarci in modo diverso”

ha osservato il blogger Nourdeen Wildeman durante un dibattito nella più grande moschea del paese, Rotterdam. Intanto cresce l’attesa per l’importanti dibattito televisivo di questa sera tra Rutte e Wilders, che si sono tenuti finora molto lontani dalle tribune televisive. Quasi 13 milioni di cittadini sono chiamati a scegliere con sistema proporzionale tra 28 partiti il 15 marzo. I risultati dovrebbero aprire la strada a un difficile periodo di trattative tra i numerosi piccoli partiti, alcuni dei quali, in particolare i Verdi guidati dal giovane e carismatico Jesse Klaver, potrebbero giocare il ruolo di ago della bilancia.

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