Governo abolisce voucher e norma appalti, il referendum non ci sarà

"L'Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi". Con queste parole Paolo Gentiloni annuncia le novità adottate in Consiglio dei ministri, con l'abolizione dei voucher e della norma sugli appalti.

Come previsto negli ultimi giorni, il Partito Democratico decide così di evitare di affrontare una nuova battaglia referendaria, con il concreto rischio di una sconfitta dopo quella durissima del quattro dicembre.

Dunque il referendum sul lavoro - con due quesiti - promosso dalla Cgil non ci sarà, perché il Governo con il suo decreto legge di fatto fa saltare i motivi della consultazione. "Nel momento in cui sarà trasformato in legge, considereremo questo un grande risultato e quindi esattamente l'obiettivo che ci siamo proposti con i quesiti referendari", aveva detto in mattinata Susanna Camusso, segretaria della Cgil.

In conferenza stampa da Palazzo Chigi ha parlato anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti: "Non c'era in atto nessua gara con la Cgil.... ora serve una riflessione con i sindacati sul lavoro occasionale".

Dal Governo spiegano che sarà possibile utilizzare i voucher per tutto il 2017: "In relazione al lavoro accessorio, si prevede un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge".

Spento anche il secondo quesito del referendum, quello - meno discusso - sugli appalti: "Con riferimento alla disciplina in materia di appalti di opere e servizi, il provvedimento mira a ripristinare integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati", si legge sul comunicato stampa diffuso.

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