Enrico Letta: "Migranti, parole sconsiderate di Di Maio". Il ricordo della tragedia dell'ottobre 2013

"Parole sconsiderate": così l'ex premier Enrico Letta commenta le parole del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio sulla gestione dell'emergenza migranti e sui "taxi del Mediterraneo".

Intervistato oggi da Repubblica, Letta analizza non solo le recenti polemiche ma ricorda anche uno dei momenti più drammatici degli ultimi anni: il naufragio a Lampedusa del 3 ottobre 2013 (video in alto).

"Ricordo il naufragio del 2013 a Lampedusa, non c'erano abbastanza bare per i 366 corpi recuperati. Ricordo le facce dei sopravvissuti, i feretri bianchi dei bambini", racconta Letta. Un ricordo che stride con le parole ascoltate in questi giorni: "La cosa che mi fa rizzare la pelle è lo scarto tra l'uso della parola taxi e la disperazione che ho visto sui volti dei migranti", spiega.

Letta difende anche oggi la missione Mare Nostrum: "Fu definita un fattore attrattivo, e invece, da quando è stata chiusa, gli sbarchi sono triplicati e sono aumentati i morti in mare".

Tornando alle polemiche di questi giorni, Letta dice questo delle dichiarazioni di Di Maio: "Sconsiderate, come se stessimo parlando di persone che chiamano il 3570. È una terminologia riprovevole, che mostra l'inadeguatezza di chi si dice pronto a governare. Ma fa parte di una precisa strategia". L'ex premier spiega il suo concetto: "I 5 stelle hanno deciso di solleticare le paure e l'istinto anti-immigrazione degli italiani distinguendosi da Salvini, ma ponendosi sullo stesso livello. Un gioco sporco. Mentre se la prendono con la gente che lucra sull'immigrazione, il messaggio subliminale è: 'Con noi non ci sarà il buonismo della sinistra, faremo la faccia dura'".

L'analisi nei confronti delle mosse del M5S è durissima: "Dietro la parola taxi c'è il totale disprezzo di quel che avviene davvero".

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