Russia, Putin fa scattare un'ondata di arresti contro i suoi oppositori

Putin ha ordinato l'arresto di molti dei suoi oppositori rei di aver organizzato una manifestazione di protesta non autorizzata

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Vladimir Putin ha ordinato una nuova ondata di arresti in Russia. Il nome più noto è quello del suo principale oppositore, il blogger Alexey Navalny che è stato arrestato dentro casa poco prima dell’inizio della manifestazione di protesta da lui stesso organizzata. L’accusa è quella di aver ripetutamente violato la legge sull’organizzazione di pubblici raduni. Le ondate di arresti hanno coinvolto tutto il paese, la protesta era su scala nazionale, e da un primo conteggio ci sarebbero stati più di 1500 arresti.

Navalny è stato condannato ad un mese di carcere. A darne la notizia è stata la moglie che ha utilizzato l’account Twitter del marito poco dopo l’arresto. La manifestazione di protesta, organizzata lo stesso giorno della “Giornata della Russia” una festa molto sentita da Putin, aveva come obiettivo quello di ottenere delle risposte sulle ipotesi di corruzione del presidente Medvedev.

Il blogger aveva ottenuto di poter incanalare la protesta lungo una strada di Mosca ma in seguito al rifiuto di collaborazione da parte di tutte le ditte di costruzione palchi e sistemi audio, ha deciso di dirottare il tutto su un’altra strada che sbocca sul Cremlino. La manifestazione, in chiave minore, c’è stata comunque e si sono visti molti giovani.

Dopo qualche anno si sono sentiti di nuovo gli slogan anti Putin. In Russia sono prossime le elezioni, marzo 2018, e Putin potrebbe ripresentarsi per il suo quarto mandato. Le autorità hanno così risposto alle domande dei giornalisti, “Avevamo ragione, è stata una provocazione al cento per cento di persone inadeguate, che non sanno rispondere delle proprie azioni e parole. La cosa più importante è che la situazione è sotto controllo, i provocatori non hanno potuto rovinare la festa alla gente: continua il lavoro professionale e preciso nei confronti dei provocatori, non abbiamo l'obiettivo di procedere ad arresti di massa”.

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