Brasile, l'ex-presidente Lula condannato a 9 anni

Ieri il tribunale di Curitiba, in Brasile, ha pronunciato la sentenza di primo grado contro l'ex-presidente Ignacio Lula da Silva, condannato a 9 anni e mezzo per corruzione: il giorno dopo a San Paolo c’è chi festeggia questa condanna, seguita poco dopo dall’annuncio dei legali di Lula di presentare appello “presso tutti i tribunali imparziali, comprese le Nazioni Unite”. Lula è accusato di aver incassato fino a 3,7 milioni di reais (circa un milione di euro) da parte della Oas, un’impresa edile coinvolta nello scandalo Petrobras. L’ex presidente, oggetto di altri quattro procedimenti giudiziari – ha negato ogni addebito.

L’avvocatessa di Lula Valeska Zanin Martins ha dichiarato:

“Se il giudice fosse imparziale, se il giudice fosse indipendente, questa procedura non sarebbe mai esistita, perché ci sono moltissime prove della sua innocenza. Questa condanna quindi è solamente politica ed è un nuovo attacco contro lo Stato di diritto e contro la nostra recente democrazia. [...] Vogliono chiaramente estromettere Lula dalla corsa presidenziale, Lula è dato favorito in tutti i sondaggi”

Se la condanna dovesse essere confermata anche in appello, Lula – che rimarrà in libertà fino alla sentenza definitiva – dovrà entrare in carcere e non potrà quindi presentarsi alle presidenziali del 2018, in cui i sondaggi lo danno attualmente come favorito.

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