Siria, caduta Deir Ezzor. Per Raqqa è questione di poche settimane

L’esercito siriano ha rotto l’assedio delle milizie jihadiste dello Stato islamico a Deir Ezzor, nell’Est del Paese, che era in corso da circa tre anni: lo ha reso noto il portavoce dell’esercito siriano alla televisione di Stato siriana: “Le unità delle forze armate, in collaborazione con le forze alleate, sostenute dall’aviazione militare siriana e russa, hanno vinto la seconda fase dell’operazione nel deserto siriano e sono stati in grado, grazie a questa operazione eroica e di alta qualità, di rompere l’assedio del nostro popolo, che è stato assediato per più di tre anni a Deir Ezzor”.

“L’importanza del nostro successo è grande, perché dimostra un’evoluzione strategica nella lotta contro il terrorismo e afferma la capacità dell’esercito arabo-siriano e di tutti i sostenitori e la loro determinazione a imporre una sconfitta totale sui progetti dei terroristi in Siria e di far fallire i piani dei separatisti e dei loro sostenitori”

Ieri l’esercito governativo siriano e le milizie alleate del presidente Bashar al-Assad hanno impresso un’accelerata all’avanzata verso Deir Ezzor, sul fiume Eufrate nell’est del Paese, da anni sotto l’assedio dello Stato islamico: nel primo pomeriggio di oggi il comando generale dell'esercito siriano ha annunciato la liberazione completa dell'area dopo mesi di assedio e quattro anni di guerra civile, dichiarando di avere messo in fuga i miliziani dell'Isis.

L'ultimo importante fronte siriano da liberare, oltre a diverse sacche di resistenza sparpagliate nel territorio della Siria, è Raqqa, la "capitale politica" dello Stato Islamico: qui i i combattenti delle Forze democratiche siriane, i ribelli anti-Assad, in coordinamento con l’alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa in funzione anti-Isis, pattugliano giorno e notte, fucili in spalla, l'area a nord-ovest della città.

Il quartiere è stato riconquistato ai jihadisti dello stato islamico, portando i militari a un passo dall’ultima linea difensiva dell’Isis nella città, la cosiddetta capitale del Califfato in Siria.

“Da due giorni c’è una offensiva violenta dei jihaidsti. Hanno voluto riprendere alcune parti dei quartieri di Nezlé Shahadé e di Darayeh, ma noi abbiamo resistito con tutta la nostra forza e abbiamo respinto il loro attacco”

ha affermato Akid Kobané, comandante locale delle forze democratiche siriane.

L’Onu ha affermato che nella città assediata da giugno rimangono dai 18 ai 25mila civili intrappolati in condizioni umanitarie “disperate”, senza accesso ad acqua potabile, a viveri e a cure mediche.La pressione militare dei curdi è esercitata da est, ovest e sud, mentre i miliziani dell’Isis sono asserragliati nei quartieri nord-occidentali della città.

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