Catalogna: Puigdemont dichiara l'indipendenza, ma la sospende

Il discorso del presidente catalano è stato meno estremo del previsto, ma la reazione di Madrid è stata comunque inequivocabile

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Il Presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha tenuto un discorso davanti a tutti i parlamentari catalani. Ufficialmente il parlamento catalano doveva prendere atto del risultato del referendum, in realtà è stata l’occasione per dichiarare l’indipendenza da Madrid. Un discorso, però, che è mancato di coraggio oppure che ha colto le profonde spaccature apertesi negli ultimi giorni all’interno del fronte indipendentista.

Puigdemont ha dichiarato un’indipendenza a tempo: “Sì all'indipendenza, ma propongo di sospenderla per qualche tempo per procedere con negoziati”. A tarda sera Puigdemont ha firmato un testo, votato da 72 parlamentari catalani su 120, che riflette quanto detto nel discorso.

Il testo parla di “Una repubblica catalana indipendente e sovrana con l’apertura di un dialogo con lo Stato spagnolo per definire un sistema di collaborazione per il beneficio di entrambe le parti”. Tutto il discorso di Puigdemont è stato in catalano tranne quando si è rivolto agli spagnoli per dire: “Non abbiamo nulla contro la Spagna e gli spagnoli ma le relazioni non funzionano e non si è fatto nulla per cambiare la situazione, che è diventata insostenibile. Un popolo non può essere obbligato contro la propria volontà ad accettare lo status quo”.

La reazione del governo di Madrid e di Mariano Rajoy è stata durissima: “Una inammissibile dichiarazione di secessione, non cederemo al ricatto”. Anche l’opposizione catalana ha parlato apertamente di golpe ampiamente prevedibile. Persino il sindaco di Barcellona, Ada Colau, aveva invitato al dialogo. Un invito caduto nel vuoto.

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