Elezioni in Kenya 2017, Raila Odinga si ritira: il potere resterà a Kenyatta?

È un vero e proprio colpo di scena quello avvenuto ieri in Kenya a pochi giorni dalle elezioni presidenziali, o almeno dalla seconda edizione delle stesse elezioni: Raila Odinga, esponente dell'attuale opposizione e principale sfidante a Uhuru Kenyatta, attuale presidente già da due mandati, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla corsa presidenziale.

A detta di Odinga i responsabili elettorali non hanno messo in pratica le riforme necessarie a garantire lo svolgimento del voto in sicurezza e piena trasparenza:

“Siamo arrivati alla conclusione che non c’è l’intenzione da parte della Commissione elettorale indipendente (Iecb) di intraprendere alcun cambiamento nelle sue operazioni e personale per garantire che le illegalità e le irregolarità che hanno portato all’invalidazione del voto dell’8 agosto 2017 non accadano nuovamente. Tutto indica che le elezioni in programma il 26 ottobre saranno peggiori delle precendenti”

ha detto Odinga. La questione affonda le radici già nelle ultime elezioni, quattro anni fa, in seguito alle quali c'erano stati già scontri di piazza sedati nel sangue. L'avvicinarsi della tornata elettorale di agosto ha condotto il Kenya nuovamente sull'orlo del baratro, con violenze e repressione durissima da parte del governo: il voto è stato invece caratterizzato dai dubbi, espressi in modo molto dettagliato da Odinga in una conferenza stampa la notte elettorale. In quell'occasione Odinga denunciò brogli e forzature, chiese nuove elezioni ed ottenne, dalla Corte Suprema, l'annullamento del voto e una nuova data.

Con questo colpo di scena la domanda che ora è doveroso porsi riguarda il futuro del Paese: Kenyatta sarà automaticamente presidente (di nuovo)? Il paese voterà ugualmente o, a questo punto, non ha più senso? E dove andrà il Kenya?

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