Gli USA lasciano l'UNESCO: "Troppi pregiudizi contro Israele"

Il Dipartimento di Stato degli USA ha reso noto oggi che gli Stati Uniti lasceranno l'UNESCO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, anni dopo averne preso le distanze in seguito alla decisione, presa il 31 ottobre 2011, di accettare l'adesione della Palestina.

In quell'occasione Stati Uniti e Israele avevano interrotto i finanziamenti a favore dell'organizzazione e oggi, a quasi sei anni di distanza, è arrivata la notifica dell'uscita dall'UNESCO da parte degli USA, che avverrà di fatto alla fine del 2018. Già nel 2013, due anni dopo l'interruzione dei finanziamenti, gli Stati Uniti avevano perso il proprio diritto di voto nell'organizzazione.

Il Dipartimento di Stato USA ha spiegato con una nota che la decisione non è stata presa a cuor leggero, ma che riflette "le preoccupazioni degli Stati Uniti per il crescente arretramento dell'Unesco, per la necessità di una fondamentale riforma dell'organizzazione e per i suoi persistenti pregiudizi anti-Israele".

Gli USA precisano di volersi impegnare a mantenere uno status di osservatori non membri, "allo scopo di fornire il contributo statunitense di visione, prospettiva ed esperienza". Irina Georgieva Bokova, direttore generale dell'UNESCO, ha prontamente definito il ritiro degli USA come una "perdita per la famiglia delle Nazioni Unite e per il multilateralismo".

MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images

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