Myanmar, Amnesty International denuncia la strage di Rohingya - FOTO

Amnesty International ha rilasciato oggi un dettagliato rapporto sul massacro che le forze di sicurezza del Myanmar stanno compiendo da settimane nei confronti della minoranza musulmana Rohingya, la pulizia etnica già denunciata a più riprese dall'ONU.

Secondo il rapporto di Amnesty oltre 530.000 Rohingya hanno dovuto abbandonare in tutta fretta lo stato di Rakhine, al nord del Myanmar al confine col Bangladesh per sfuggire alle violenze dell'esercito, stupri, incendi e omicidi a partire dal 25 agosto scorso, quando un gruppo armato di Rohingya ha attaccato circa 30 avamposti delle forze di sicurezza del Myanmar in diverse aree dello stato di Rakhine.

Le forze di sicurezza, in tutta risposta, non hanno preso di mira i membri del gruppo armato Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA), ma hanno lanciato un attacco nei confronti dell'intera popolazione, massacrando centinaia di persone, stuprando le donne e le bambine e dando fuoco ad interi villaggi. Gli attacchi nei confronti dei Rohingya, spiega Amnesty, sono stati sistematici e diffusi e hanno rappresentato - e continuano a rappresentare - una seria violazione dei diritti umani e dei crimini contro l'umanità secondo la legge internazionale.

Nel corso di una campagna pianificata, le forze di sicurezza del Myanmar si sono brutalmente vendicate dell'intera popolazione Rohingya nello stato nord di Rakhine, in un apparente tentativo di allontanarli definitivamente dal Paese. Queste atrocità continuano ad alimentare la peggiore crisi di rifugiati nella regione da decenni.

Il lungo e dettagliato rapporto di Amnesty International, realizzato grazie anche ai racconti in prima persona di cittadini sfuggiti al massacro e consultabile a questo indirizzo, si conclude con una serie di raccomandazioni per le autorità della Birmania, che vengono invitate a interrompere immediatamente questa campagna di violenza, al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e all'Unione Europea, a cui viene chiesto di imporre un embargo sul Myanmar e una serie di sanzioni, ma anche agli Stati Uniti e alla comunità internazionale e a chiunque continui a fare affari col Myanmar.

WHAIKHYANG, BANGLADESH - SEPTEMBER 10: A new settlement of Rohingya refugees begins to form in hills off the main road on September 10, 2017 in Whaikhyang, Bangladesh. Recent reports have suggested that around 290,000 Rohingya have now fled Myanmar after violence erupted in Rakhine state. The 'Muslim insurgents of the Arakan Rohingya Salvation Army' have issued statement that indicates that they are to observe a cease-fire, and have asked the Myanmar government to reciprocate.  (Photo by Dan Kitwood/Getty Images)

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