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Effetto Riforma Gelmini: in Lombardia aumentano le iscrizioni alle scuole private

Pubblicato: 07 mar 2009 da Giulio Mattioli

I contrari alla riforma della scuola sostenuta dal governo Berlusconi IV hanno spesso fatto dell’appello a “salvare la scuola pubblica” il centro delle loro rivendicazioni. D’altra parte, sia il ministro Gelmini che la plenipotenziaria PDL per la scuola Valentina Aprea hanno spesso fatto riferimento al sistema scolastico lombardo come modello virtuoso, da esportare nel resto d’Italia.

E’ interessante in questo senso scoprire che, come riporta l’edizione milanese de “La Repubblica”, nel capoluogo della regione governata da Roberto Formigoni si sta verificando una consistente migrazione di iscritti dagli istituti pubblici a quelli privati.

Alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono del 15 per cento, alle medie del 10. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma la tendenza è chiara: oltre 8mila studenti a settembre passeranno alle paritarie.

La ragione di tutto ciò? Prevalentemente la preoccupazione per l’istituzione del maestro unico e la soppressione del tempo pieno. Vediamo i dettagli.

Secondo l’Agesc, infatti, il travaso di studenti verso gli istituti paritari riguarderebbe in misura molto maggiore le elementari rispetto alle medie (meno toccate dalla riforma). Un ulteriore dato rivelatore è quello della percentuale di famiglie che hanno scelto il tempo pieno a Milano città: il 99%. Una cifra così alta da aver spinto l’assessore lombardo all’istruzione a chiedere a Mariastella Gelmini di ritirare il previsto taglio di circa 1500 insegnanti.

Un’altra ragione da non sottovalutare nello spiegare questa migrazione di studenti può essere la crescente presenza di alunni stranieri, che costituiscono ormai in media il 17% degli iscritti nelle scuole milanesi, in costante crescita e con punte di concentrazione dell’88% (in una scuola primaria nella zona ovest della città). Un fenomeno che può determinare scelte di “fuga” da parte dei genitori italiani.

Qualunque sia la ragione, sicuramente questi esiti costituiscono un successo per chi, come Roberto Formigoni, ha investito molto nel sostegno alle private (specie se cattoliche), anche attraverso la politica dei buoni scuola, che ha determinato un costante drenaggio di fondi dalle istituti pubblici a quelli paritari mediante il sostegno economico diretto di famiglie spesso non esattamente indigenti.

Secondo voi queste tendenze lombarde possono essere segni premonitori di quanto avverrà nel resto del paese nei prossimi anni?

Foto: Rete Studenti Massa, Flickr.

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di spiritolibero85

    spiritolibero85

    07 mar 2009 - 12:10 - #1
    2 punti
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    E’ una cosa scandalosa questo paese. Gli stessi che parlano di “libero mercato” sostengono i finanziamenti pubblici alle scuole private. Vuoi mettere su una scuola privata cattolica, musulmana, buddista, afgana o come cavolo ti pare? LIBERISSIMO! Ma come per tutte le imprese, ti assumi i rischi d’impresa ma anche il potenziale guadagno, e ti organizzi la tua impresa come preferisci, facendo pagare SOLO a chi decide di usufruire i tuoi servizi.
    Non capisco con quale logica si possa ragionare in altro modo.

  • Profilo di fc77

    fc77

    07 mar 2009 - 12:22 - #2
    1 punto
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    se non sbaglio anche nel precedente governo sb diete un forte aiuto alle scuole private. le nostre scuole(pubbliche) fanno veramente pena,rischio crolli,il materiale didattico scedente,si salvano solo pochissimi istituti.xsonalmente a mio figlio che frequenta la scuola materna compro tutto dai colori ai fogli ecc. x non parlare poi i metodi di studio applicate in quelle private,la promozione x la maggior parte delle volte è garantita.

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    07 mar 2009 - 12:33 - #3
    0 punti
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    La democrazia è andata a putt.@.ne.

  • Profilo di Tommaso & Virginio

    Tommaso & Virginio

    07 mar 2009 - 12:53 - #4
    1 punto
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    #2
    no scusa fc77, perchè chi dovrebbe comperare il materiale di cancelleria per i bimbi?
    Chiedo, visto che in Lombardia e Piemonte dove ho avuto esperienze, ci siamo sempre comprati anche libri sussidiari e testi di studio.
    #3
    saperlo ci andavo anch’io…

  • Profilo di Paolo873

    Paolo873

    07 mar 2009 - 13:00 - #5
    0 punti
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    Napoli, aggressione razzista a ventiduenne
    “Mi picchiavano e gridavano sporco negro”

    Speriamo che ora intervengano le ronde, così si risolve tutto

  • Profilo di Paolo873

    Paolo873

    07 mar 2009 - 13:03 - #6
    0 punti
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    Lo stato serve solo a dare i soldi agli amici con le pezze al clul@ , il resto è tutto inutile

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    07 mar 2009 - 13:48 - #7
    1 punto
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    Ma la Costituzione, art. 33 non prescrive che:

    …Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO…

    ?

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    07 mar 2009 - 14:13 - #8
    -2 punti
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    Io mi chiederei due cose:

    1) perchè ora la classe media, grazie ai contributi statali, iscrivono i loro bambini alle scuole private invece che in quelle pubbliche?

    2) non è che magari i genitori vogliono evitare che il loro figlio entri in una classe dove su 20 bambini ci sono 18 stranieri?

  • Profilo di Paolo873

    Paolo873

    07 mar 2009 - 14:31 - #9
    3 punti
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    sostituiamo stranieri con meridonali e questi discorsi si sentivano 40 anni fa.

  • Profilo di Prestigiacomo

    Prestigiacomo

    07 mar 2009 - 14:52 - #10
    0 punti
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    8:

    “2) non è che magari i genitori vogliono evitare che il loro figlio entri in una classe dove su 20 bambini ci sono 18 stranieri?”

    Fortunatamente gli stranieri sono solo il 10% in Italia.

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    07 mar 2009 - 17:05 - #11
    -1 punto
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    E infatti continuo a farli anche coi meridionali questi discorsi!

    :-P

  • Profilo di spiritolibero85

    spiritolibero85

    07 mar 2009 - 17:08 - #12
    0 punti
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    @ William Wallance
    La classe media non iscrive i figli alle private, la stra-maggioranza va alla pubblica fortunatamente. La percentuale di privatisti è molto bassa, ha avuto un’impennata durante il primo governo Berlusconi (2001/2006) grazie alle splendide modifiche che permettevano attraverso la commissione totalmente interna alla maturità di promuovere chiunque. Ma sono poi crollati nel 2007/2008 (chissà perchè?) quando Fioroni ha reintrodotto l’esame di maturità pubblico con commissione mista esterna/interna anche per le private.
    E non è vero che le classi sono a maggioranza di stranieri.
    Prima di parlare magari informarsi.

  • Profilo di sandokan71

    sandokan71

    07 mar 2009 - 17:14 - #13
    0 punti
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    R.I.P.
    SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

  • Profilo di fc77

    fc77

    07 mar 2009 - 17:58 - #14
    -1 punto
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    #4 i soldi non ci sono(così dicono),compriamo quasi tutto il materiale,portiamo dvd,giocattoli,colori , fogli , acqua , tovaglioli,inoltre versiamo ogni anno 24.50 che servono x riperare la fotocopiatrice,comprare toner ecc.vivo in prov. di roma ma sembra di stare in qulche paese nascosto nel mondo.dimenticavo anche un fondo cassa di circa 5.00 euro,teatro e ed. fisica sono altre 120.00 euro l’anno.

  • Profilo di fc77

    fc77

    07 mar 2009 - 18:02 - #15
    -1 punto
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    #4 mio figlio ha 4 anni frequenta la scuola meterna,non è alle elementari.

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    08 mar 2009 - 21:02 - #16
    0 punti
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    Cmq c’è qualcosa che non torna in questo articolo.

    Dite che i genitori spostano i figli dalla pubblica alla privata per “paura” del maestro unico… ma è proprio nella privata che si è sempre promosso il maestro unico.

    Come me lo spiegate?

  • Profilo di Pigi

    Pigi

    09 mar 2009 - 07:51 - #17
    0 punti
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    La Gelmini sarà ricordata per aver distrutto la scuola pubblica, e segnatamente quella che funzionava meno peggio: quella elementare.
    Non è questione di maestro unico. Alla fin fine, avere tre maestri che fanno tre classi per otto ore ciascuno oppure uno per classe che ne fa ventiquattro, non è fondamentale.
    Il problema sono i tagli alla scuola, che hanno prodotto questo bel risultato. L’immigrazione è collegata: un’alta percentuale di bambini con problemi di lingua può essere gestito con lezioni supplementari, con classi specializzate, con un’organizzazione degli orari che tuteli stranieri e italiani.
    Con questi tagli non si farà nulla di tutto ciò, i genitori lo hanno capito e tolgono i figli dalla scuole pubbliche.

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