Arabia Saudita, stretta contro la corruzione: arrestati 11 principi, 4 ministri e 38 ex ministri

L'erede al trono dell'Arabia Saudita, il principe Mohammad bin Salman, ha avviato una vera e propria purga nei confronti della corruzione nel Paese, istituendo un nuovo corpo anticorruzione, guidato proprio da sé stesso, che nel corso delle ultime ore ha portato all'arrestato di importanti figure politiche.

A finire in manette sono stati 11 principi, quattro ministri e ben 38 ex ministri. Tra le persone detenute da ieri sera c'è anche il principe Alwaleed bin Talal, considerato da Forbes il 41esimo uomo più ricco del Mondo nel 2016 con un patrimonio netto di 17,3 miliardi di dollari. Il principe, presidente e amministratore delegato della Kingdom Holding Company, è accusato di corruzione insieme alle altre persone arrestate.

La commissione anticorruzione ha il potere di rilasciare mandati di arresto e di impedire a chiunque di viaggiare al di fuori del Paese. Al momento le identità di tutte le persone finite in manette non sono state confermate, ma in queste ore sono state effettuate delle sostituzioni importanti: il principe Miteb bin Abdullah, ministro della guardia nazionale, e il comandante dell'esercito Abdullah bin Sultan bin Mohammed Al-Sultan, sono stati entrambi sostituiti dal re Salman senza alcuna spiegazione.

Il Re Salman è salito al trono il 23 gennaio 2015, ma già da tempo suo figlio Mohammad bin Salman è ritenuto di fatto il reggente dell'Arabia Saudita e dopo questa mossa sono in molti a scommettere che sia pronto per salire al trono e prendere il posto di suo padre senza alcun intralcio.

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