L'Ema va ad Amsterdam, Milano sconfitta al sorteggio

Il sottosegretario Sandro Gozi svela i retroscena dell'assegnazione dell'Ema alla città di Amsterdam

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L’Assegnazione dell’Agenzia Europea del Farmaco, Ema, alla città di Amsterdam ha lasciato l’amaro in bocca a dir poco a Milano e all’Italia. L’assegnazione è avvenuta in maniera tanto assurda quanto beffarda con un sorteggio. Tredici voti pari al termine dell’ultima votazione e a decidere è stata la sorte.

Il sottosegretario agli esteri, Sandro Gozi, ha parlato più volte di biscotto nordico e di tradimento da parte della Spagna. Milano ha conquistato 25 voti nella prima votazione, 12 nella seconda. Amsterdam era ferma a otto voti e mancavano da assegnare i cinque voti di Bratislava. Quattro sono andati alla città olandese e uno solo a Milano che ha strappato il pareggio, risultato poi inutile davanti alla dea bendata.

Gozi ha spiegato la strategia italiana che ha potuto contare su una presentazione tecnica ineccepibile: “Abbiamo detto no alla logica dei blocchi, cercando e ottenendo voti dappertutto, dal Sud, dal Centro, da Est, dal Nord. Quella dei blocchi è una logica estranea allo spirito dell’Europa e non a caso è stata sconfitta, come dimostra l’uscita di Bratislava che pure era data per favorita alla vigilia”.

Nonostante l’assegnazione comportasse, oltre alla responsabilità, anche un rientro economico e di posti di lavoro non indifferente c’è comunque qualche aspetto positivo secondo Gozi: “Milano esce benissimo da questa partita, confermando di essere una grande realtà europea e mondiale come già dimostrato con Expo2015. La maggioranza dei Paesi europei ha riconosciuto la qualità e la forza della nostra candidatura”.

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