Direzione PD: nel post-Renzi si segue la linea di Matteo… “Noi all’opposizione”

Intanto Matteo Renzi: “Mi dimetto ma non mollo”.

Direzione Pd 2018 Resoconto Relazione Martina


La prima direzione del Pd del dopo-Renzi si è svolta lunedì 12 marzo 2018 e a fare da mattatore c’è stato Maurizio Martina, il vicesegretario è uno dei fedelissimi del rottamatore. La riunione si è aperta con la lettura delle dimissioni del segretario, che non si è presentato, ma nonostante questo non si può dire che sia stato completamente assente.

La direzione, infatti, ha deciso di approvare la relazione di Martina che, di fatto, sposa la linea dettata da Renzi il giorno dopo le elezioni, quando, contestualmente alle dimissioni, ha anche esposto la sua idea e cioè che il PD non può collaborare con Lega e Movimento 5 Stelle, i partiti considerati vincitori delle elezioni.

La relazione è stata approvata senza neanche un voto contrario, ma ci sono stati sette tenuti che, molto probabilmente, sono coloro che invece vorrebbero seguire la linea di Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia che vorrebbe collaborare con i pentastellati.

Martina ha detto: “A Lega e Cinque Stelle dico: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”, che sembrano parole di Matteo Renzi. Il vicesegretario ha spiegato che guiderà il partito “con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze”, inoltre ha detto che ad aprile l’Assemblea nazionale del Pd dovrebbe dare vita a una “Commissione di progetto per una fase costituente e riorganizzativa” più che avviare il congresso e le primarie.

A proposito di primarie, sembra che l’unico a volerle per ora sia proprio Michele Emiliano, anche se non conferma la sua candidatura. Il governatore pugliese ha sottolineato che le regole non possono essere cambiate, anche se molti altri suoi compagni di partito per ora ritengono che l’importante sia ritrovare l’unità. Cesare Damiano spera che si arrivi addirittura a un candidato unitario, che guidi il partito nel pluralismo.

Matteo Renzi: “Mi dimetto, ma non mollo”


Intanto Matteo Renzi, oltre che attraverso la lettera di dimissioni letta durante la direzione, si è espresso anche attraverso la sua e-news nella quale risponde a Paolo, un giovane malato di Sla, che lo ha invitato a ritirare le dimissioni e a lui il segretario uscente dice:

“Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu!”

Poi aggiunge:

“A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo. E dico innanzitutto grazie per questi bellissimi anni di lavoro insieme. Il futuro prima o poi torna”.

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