Processo Maroni: l'ex Governatore condannato ad 1 anno di carcere

ROME - DECEMBER 14:  Minister for Equal Opportunity Mara Carfagna (R) and Interior Minister Roberto Maroni attend the confidence vote for Silvio Berlusconi's government, at the Lower house on December 14, 2010 in Rome, Italy. Italian Prime Minister Silvio Berlusconi faced a vote of no confidence from both the Senate and the Lower House but won both counts.  (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Il Tribunale di Milano ha condannato ad un anno di carcere (più 450 euro di multa) l'ex Governatore Roberto Maroni. I giudici hanno ritenuto Maroni colpevole del reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, per l'affidamento di un incarico in Eupolis a Mara Carluccio, sua ex collaboratrice al Viminale. Secondo i giudici Maroni avrebbe esercitato pressioni sulla società - controllata proprio dalla Regione Lombardia - per far assumere la Carluccio preferendola a scapito di altri candidati dotati di maggiori qualifiche.

La stessa Corte ha invece assolto Maroni dal reato di induzione indebita per aver portato con sé in Giappone un'altra ex collaboratrice, Maria Grazia Paturzo, alla quale Maroni sarebbe stato legato da "relazione affettiva".

Maroni ha così commentato l'esito del Processo di primo grado attraverso Facebook: "Vengo assolto e condannato allo stesso tempo. Un colpo al cerchio e una alla botte. Mi va di commentare così, con una battuta, la decisione del tribunale che mi assolve dal reato più grave, l’induzione indebita, e mi condanna per una raccomandazione mai fatta. Sono deluso, ma non mi scoraggio: ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi comportamento illecito e proprio per questo sono certo che in appello verrò completamente assolto". E poi ancora: "Dopo 4 anni di processo sono stato condannato per una raccomandazione mai fatta !!! Viva la giustizia giusta"

Processo Maroni, chiesti 2 anni e 6 mesi

22 Marzo 2018

Il PM Eugenio Fusco ha chiesto 2 anni e 6 mesi di reclusione per Roberto Maroni. L'ex presidente della Regione Lombardia è finito sotto processo per aver tentato, secondo la Procura, di favorire due sue ex collaboratrici al Viminale. Secondo la Procura di Milano il capo della sua segreteria, Giacomo Ciriello, avrebbe insistito con il DG dii Expo Christian Malangone per addossare proprio ad Expo il costo per un soggiorno di lusso (oltre 6mila euro a notte) in Giappone per la sua ex collaboratrice Maria Grazia Paturzo, fidanzata di Maroni all'epoca dei fatti.

Secondo la Procura, Ciriello avrebbe agito con particolare insistenza per riuscire ad inserire la compagna di Maroni nella delegazione della Regione per il viaggio in Giappone, una necessità dettata "solo in ragione della relazione sentimentale" con Maroni. A subire queste sollecitazioni eccessive sarebbe stato appunto Malangone, ex braccio destro dell'allora commissario Beppe Sala. Lo stesso Malangone è finito sotto processo nell'ambito di questa indagine, venendo però giudicato e assolto con il rito abbreviato.

Il PM Fusco ha quindi cercato di smontare la sentenza favorevole a Malangone, sostenendo che tra i protagonisti, tra il 27 e il 29 maggio 2014 "ricorrono i requisiti fissati dalle Sezioni Unite della Cassazione per dire che ci troviamo di fronte a una induzione indebita: c'è reiterazione, insistenza, perentorietà e carattere ultimativo. La condotta di Ciriello è diretta conseguenza delle insistenze di Maroni che gli chiede di insistere con Expo".

La seconda accusa riguarda un presunto contratto "su misura" proposto a Mara Carluccio, anche lei ex collaboratrice al Viminale. Secondo l'accusa Maroni avrebbe esercitato pressioni sulla società Eupolis - controllata della Regione Lombardia - per far assumere, su sua raccomandazione, la Carluccio preferendola a professionisti più qualificati di lei.

Maroni non è sembrato preoccupato dalla richiesta del PM, rispondendo in modo stringato alle notizie di oggi: "Sono tranquillo. Le accuse formulate contro di me in aula oggi sono ridicole".

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