Siria, Gentiloni: "L'Italia non parteciperà alle operazioni"

La Siria è terreno di scontro tra Russia e Usa, questi ultimi alleati con Francia e Gran Bretagna. La premier inglese allerta i sottomarini.

WASHINGTON, DC - APRIL 10:  U.S. President Donald Trump walks away from an event honoring the 2017 NCAA Football National Champion Alabama Crimson Tide, at the White House, on April 10, 2018 in Washington, DC. Alabama beat the Clemson Tigers 35-31 to capture the championship.  (Photo by Mark Wilson/Getty Images)

Ore 18:01 - Il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, nel corso di una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha detto che l'Italia non parteciperà alle operazioni in Siria.

Ore 15:55 - La premier inglese Theresa May ha convocato per oggi pomeriggio una riunione di gabinetto d'emergenza per discutere di possibili raid aerei sulla Siria. Anche la Francia di Macron si dice disponibile a un fronte comune contro Damasco, che significa anche mettersi contro la Russia. Mosca nelle scorse ore ha fatto salpare le navi militari ormeggiate nel porto siriano di Tartus mettendole in mare, per reagire a eventuali attacchi.

Ore 14:55 - L'Unione Europea sostiene di avere le prove dell'uso di armi chimiche a Douma, l'ex roccaforte dei ribelli che combattono il regime siriano, a est di Damasco. L'attacco chimico avrebbe causato qualcosa come 100 morti, soprattutto bambini e donne avevano denunciato le Ong. Maja Kocijancic, portavoce della Commissione UE poco fa ai giornalisti ha detto: "Nel rapporto che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco" della scorsa settimana.

Crisi siriana: Telegraph: possibile attacco stanotte. Trump: mai detto quando

14.22 - Nessuna partecipazione tedesca a un'eventuale guerra in Siria. La cancelliera tedesca Angela Merkel si smarca dall'abbraccio di USA e Gran Bretagna. Berlino non parteciperà a una possibile operazione militare della potenze occidentali contro il regime di Bashar al-Assad. Merkel ha poi aggiunto che in ogni caso: "è evidente che la distruzione delle armi chimiche siriane non sia stata completa" riferendosi al sospetto attacco chimico a Douma di qualche giorno fa che sarebbe opera del governo siriano.

Ore 13:40 - Donald Trump fa dietrofront. "Non ho mai detto quando ci sarebbe stato un attacco contro la Siria. Potrebbe essere molto presto o non potrebbe essere affatto tanto presto" ha twittato il presidente americano che solo ieri aveva avvisato la Russia di Putin, alleata del regime di Assad, di tenersi pronta al lancio di missili contro la Siria.

Il presidente USA ricalca quindi le parole del suo segretario di Stato che nelle scorse ore aveva parlato di guerra alla Siria come ultima risorsa, provando a spegnere le dichiarazioni incendiarie di Trump degli ultimi due giorni. Se quella di Trump è una mossa tattica o reale volontà di affidarsi di più ai canali diplomatici saranno le prossime ore a dirlo.

Media inglesi spiegano che intanto la premier britannica Theresa May ha ordinato ai sottomarini di raggiungere il raggio d'azione missilistico della Siria per un'attacco militare che secondo il Telegraph potrebbe iniziare già questa notte.

Ore 11:04 - Mosca annuncia che da oggi la polizia militare russa girerà per le strade di Douma, città a est di Damasco, teatro di un presunto attacco con armi chimiche di cui è accusato il regime di Assad. La presenza della polizia militare russa dovrà garantire l'osservanza “della legge e dell’ordine” ha detto il capo del Centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto in Siria. L’esercito siriano, secondo l’alleato russo, avrebbe preso il pieno controllo della città di Douma e del Ghouta orientale. L'Osservatorio siriano per i diritti umani indirettamente e in parte conferma: i combattenti di Jaish al-Islam hanno consegnato ieri le loro armi pesanti alla polizia militare russa a Douma. Il leader dei ribelli Issam Buwaydani si sarebbe spostato nel territorio ancora controllato da Jaish al-Islam nel Nord del paese.

Ieri il presidente Usa Donald Trump e quello turco Erdogan si erano sentiti al telefono concordando di rimanere in stretto contatto per monitorare la situazione in Medio-Oriente. Secondo il quotidiano britannico Daily Telegraph la guerra alla Siria sarebbe un’opzione già sul tavolo di USA e Gran Bretagna: lʼattacco militare al regime di Damasco potrebbe iniziare già questa notte. La premier inglese Theresa May avrebbe infatti allertato la Marina: i sottomarini sarebbero pronti a raggiungere la posizione che permetta ai missili Tomahawk di colpire gli obiettivi.

In questo quadro il segretario di Stato USA Pompeo prova a gettare acqua sul fuoco, spiegando che la guerra:

è sempre l'ultima risorsa. Preferisco raggiungere gli obiettivi della politica estera del presidente con una diplomazia accanita piuttosto che mandare giovani uomini e donne in guerra (…) Ci sono poche persone che temono la guerra più di quelli di noi che hanno servito in uniforme. E c'è una grande differenza tra una presenza militare e una guerra.

Trump alla Russia: "Preparatevi ai missili"

Giovedì 12 aprile 2018, ore 9:00 - La Casa Bianca ha precisato poco fa che gli Stati Uniti non hanno ancora preso una decisione sull'azione da intraprendere in Siria, ma ha anche sottolineato che la responsabilità dell'attacco chimico di sabato scorso è attribuita alla Siria e alla Russia.

Oggi si riunirà il Consiglio Nazionale di Sicurezza degli USA e nelle stesse ore il premier britannico Theresa May riunirà il suo governo per discutere della partecipazione del Paese all'ormai probabile intervento militare statunitense.

Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha aggiunto:

Il Presidente ha diverse opzioni a disposizione e molte di queste sono ancora sul tavolo. Non abbiamo ancora delineato uno specifico piano di azione da seguire.

La situazione sarà più chiara dopo le riunioni odierne.

Partiti due jet Usa da Sigonella

Ore 20:26 - Due jet militari USA sono decollati dalla base di Sigonella, in Sicilia, alla volta della Siria, secondo quanto riferisce Adnkronos. Si tratta di due Boeing P-8A Poseidon della US Navy. I venti di guerra in Medio-Oriente sembrano spirare sempre più forti dopo il denunciato attacco con armi chimiche a Douma, a est di Damasco, dei giorni scorsi. Attacco che ha provocato un centinaio di morti secondo le Ong e di cui la comunità internazionale accusa il dittatore siriano Assad. Mosca, che sostiene il regime siriano sullo scacchiere medio-orientale ha avvertito che è pronta a distruggere ogni missile sparato dagli Stati Uniti contro obiettivi siriani. Trump in un tweet ha replicato: Preparati Russia, perché arriveranno, belli nuovi e "intelligenti".

La base di Sigonella, tra Siracusa e Catania, è gestita dall'aeronautica militare italiana ed è usata per operazioni NATO. I due Jet militari USA partiti da Sigonella svolgeranno attività di pattugliamento sui cieli siriani mentre un Boeing E-3 dell'alleanza atlantica è stato impegnato nelle scorse ore in attività di pattugliamento vicino al confine Turchia-Siria.

Tensione alle stelle tra Washington e Mosca. Donald Trump ha infatti risposto alla Russia, che aveva annunciato di essere pronta a distruggere i missili americani scagliati con l'obiettivo di colpire i presidi militari di Bashar al-Assad. Il Presidente degli Stati Uniti, a colpi di tweet, non ha usato mezzi termini: "La Russia afferma che abbatterà ogni missile che sarà sparato contro la Siria. Preparati Russia, perché arriveranno, belli nuovi e 'intelligenti'".

Trump ha anche condannato nuovamente Putin per l'appoggio a Bashar al-Assad: "Non dovreste essere alleati con l'animale che uccide con il gas; che uccide il proprio popolo e se ne rallegra".

La marina militare russa, per il momento, non arretra. Ci sono infatti in programma 6 giorni di esercitazioni belliche nei pressi delle acque siriane entro la fine di aprile. Allo stato attuale appare probabile un attacco da parte degli Stati Uniti, con o senza il supporto di Francia e Gran Bretagna. Ieri notte Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza dei voli, ha diramato uno stato d'allerta di 72 ore per le compagnie aeree che voleranno sul Mediterraneo orientale, proprio per via di "possibili attacchi missilistici sulla Siria".


Siria, Mosca agli Usa: "Se attaccate, vi rispondiamo"

Mercoledì 11 aprile 2018 - L'Easa, Agenzia Europea per la Sicurezza, ha lanciato l'allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale ritenendo possibili entro le prossime 72 ore raid aerei con missili aria-terra e/o Cruise sul territorio siriano con conseguenti interruzioni intermittenti delle apparecchiature di radionavigazione. Si teme, in particolare, che gli Stati Uniti decidano di attaccare, supportati da Francia e Gran Bretagna, le basi del governo di Bashar Assad.

Al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, nella notte italiana, da una parte la Russia ha posto il veto sulla risoluzione presentata dagli Stati Uniti che vorrebbero creare un nuovo meccanismo indipendente per indagare sugli attacchi chimici che si sono verificati a Duma. A sua volta la Russia si è vista bocciare anche la terza bozza di risoluzione sulla Siria con la quale chiedeva l'invio di investigatori Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) a Duma.

Intanto, dopo che ieri gli Usa hanno inviato un cacciatorpediniere verso le acque siriane e i jet russi hanno cominciato a volargli sopra, il Cremlino ha fatto sapere, senza mezzi termini, che reagirà a qualsiasi azione militare da parte degli americani.

L'ambasciatore russo in Libano Alexander Zasypkin ha detto che le forze russe affronteranno qualunque tipo di aggressione degli Usa contro la Siria e che l'esercito russo si riserva il diritto di abbattere i missili e distruggere le fonti di lancio nel caso in cui gli americani attacchino la Siria.

Anche il Presidente francese Emmanuel Macron ha parlato della questione e ha detto che la Francia annuncerà nei prossimi giorni le sue decisioni, specificando che in nessun caso intenderà colpire gli alleati del regime di Assad, ma mirerà solo alle capacità chimiche della Siria. Sembra però scontata la sua partecipazione a un'operazione militare con Usa e Gran Bretagna.

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