Russia: a Douma laboratorio dei miliziani per fabbricare armi chimiche

A handout picture released on the official Facebook page of the Syrian Presidency on December 11, 2017 shows Russian President Vladimir Putin (2nd-L), his Syrian counterpart Bashar al-Assad (2nd-R), meeting with Russian military officers in the Russian air base in Hmeimim in the northwestern Syrian province of Latakia. Russian news agencies reported that Putin gave an order for partial withdrawal of Russian troops from Syria during a press conference at Hmeimim on December 11. / AFP PHOTO / Syrian Presidency Facebook page / -        (Photo credit should read -/AFP/Getty Images)

18.46 - Un "laboratorio chimico usato dai miliziani" è stato trovato a Douma dicono i militari russi di stanza nella città martoriata da anni di guerra civile e teatro di un presunto attacco con armi chimiche da parte del regime di Assad 10 giorni fa. Secondo l'esercito russo quindi il laboratorio sarebbe stato utilizzato non da Damasco ma dai ribelli per fabbricare armi chimiche.

L'agenzia russa Interfax riporta le parole di Alexander Rodionov, portavoce delle truppe radiologiche, chimiche e biologiche russe in Siria, alla rete televisiva Rossiya-24:

"Un laboratorio chimico e un deposito di sostanze chimiche sono stati trovati durante un'ispezione a Douma. Durante l'ispezione, gli specialisti hanno scoperto sostanze chimiche bandite. Inoltre hanno trovato un contenitore di cloro simile a quello usato dai miliziani per mettere in scena il falso attacco chimico"

Questo nel giorno in cui gli ispettori dell'Opac sono entrati a Douma per ricostruire cosa sia successo davvero nella città a est della capitale Damasco. Mosca com'è noto sostiene il regime di Bashar al-Assad che nell'area gode anche dell'appoggio iraniano.

Crisi siriana, Putin: i raid illegali portano il caos nelle relazioni internazionali

15 aprile 2018

Un attacco illegale che può portare solo al caos nelle relazioni internazionali. Il presidente russo Vladimir Putin dopo una telefonata con l'omologo iraniano Hassan Rohani (l'Iran è l'alleato regionale forte del regime di Damasco) ha fatto diffondere una nota in cui ribadisce che l'attacco missilistico in Siria da parte di USA, GB e Francia è stato "illegale" con conseguenze negative sugli equilibri geo-politici. Secondo Putin "se queste azioni compiute in violazione della carta Onu continueranno provocheranno inevitabilmente il caos nelle relazioni internazionali".

Stamane Papa Francesco aveva fatto un appello ai leader mondiali affinché si impegnino a trovare una strada comune per la pace in Siria.

Siria: USA, Inghilterra e Francia hanno attaccato Assad, colpiti tre obiettivi. All'Onu bocciata risoluzione russa

14 aprile 2018

21.40 - La risoluzione russa di condanna dell’attacco in Siria della scorsa notte è stata bocciata dal consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite avendo raccolto solo tre voti a favore (Russia, Cina e Bolivia) 8 contrari e 4 astensioni. Per passare la risoluzione di condanna dell’attacco missilistico di USA, GB e Francia avrebbe dovuto ottenere 9 voti.

E se il presidente americano Trump in un tweet parla di un "attacco perfettamente eseguito" ringraziando Francia e Gran Bretagna, l’ambasciatore americano all’Onu ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a colpire di nuovo la Siria se il regime di Assad userà ancora “gas velenoso”. Gli Stati Uniti ha ribadito il vicepresidente Mike Pence "non tollereranno l'utilizzo di armi chimiche contro uomini, donne e bambini”.

In questo quadro il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, prova a gettare acqua sul fuoco: "non esiste una soluzione militare alla crisi, la soluzione deve essere politica. Dobbiamo agire coerentemente con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale".

18.50 - L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO) ha offerto oggi il pieno supporto all'azione militare di questa notte, attraverso il segretario generale Jens Stoltenberg.

Intervenendo a Bruxelles, Stoltenberg ha dichiarato:

La NATO condanna l'utilizzo ripetuto di armi chimiche da parte del regime siriano. Non possono diventare la normalità, rappresentano un pericolo immediato per le persone siriane e per la nostra sicurezza collettiva e i responsabili ne devono rispondere.

17.30

- Il Pentagono, a poche ore dall'attacco in Siria, ha fatto sapere di aver la convinzione che i missili lanciati all'alba siano riusciti a inibire l'uso di armi chimiche da parte della Siria per il prossimo futuro, che poi era l'obiettivo ufficiale di questa serie di raid.

La Russia, intanto, attraverso il ministro degli esteri Sergei Lavrov, ha messo in dubbio la veridicità di quanto sostenuto dalla Francia a proposito di prove a supporto dell'utilizzo di armi chimiche da parte della Siria e ha chiesto di visionare quelle prove:

Dicono che i fatti sono incontrovertibili, ma dicono anche che non possono condividere quelle prove con noi. Se gli attacchi chimici fossero provati la Russia sarebbe la prima a volerli fermare.

Tra i sostenitori del raid di questa mattina c'è anche il presidente turco Recip Tayyip Erdogan, che oggi pomeriggio ha definito l'azione di Stati Uniti, Francia e UK come "appropriata": "Il regime ha visto che gli attacchi degli ultimi giorni contro i dissidenti non resteranno impuniti".

Intanto, poche ore dopo l'attacco, cosa è accaduto sembra più chiaro. Gli Stati Uniti hanno precisato di aver lanciato 105 missili contro tre diversi obiettivi in Siria. Ogni missile, secondo la versione statunitense, sarebbe andato a segno, mentre la Russia sostiene che molti sarebbero stati intercettati e distrutti dalla difesa aerea.

Nessun civile, lo sostiene il Pentagono, sarebbe stato colpito.

11:00 - Secondo la Russia l'attacco di USA, Inghilterra e Francia sarebbe andato quasi a vuoto. Stando a quanto riferisce la Difesa russa, 71 missili degli alleati su 103 sarebbero stati abbattuti e gli obiettivi avrebbero subito danni minori.

USA Francia e Inghilterra attaccano Assad


Siria

- USA, Francia e Inghilterra hanno bombardato a Assad. A circa una settimana dall’attacco chimico a Duma, dunque, il presidente americano Donald Trump, in coordinamento con Parigi e Londra ha fatto partire la rappresaglia nei confronti della Siria. L’attacco è stato annunciato dal numero uno della Casa Bianca in un discorso in diretta TV, nel quale Trump ha sottolineato di non poter più attendere di fronte ai crimini del regime di Bashar al Assad. Lo ha definito “un m ostro che massacra il proprio popolo”, mentre i missili degli alleati venivano sganciati su Damasco e Homs, quando in Italia erano le 3 del mattino.

Nel gergo militare si è trattato di una “one night operation”, ossia di un’operazione lampo, nel corso della quale il Pentagono conferma di aver centrato tre obiettivi: si tratta di un centro di ricerca scientifica a Damasco, un sito di stoccaggio di armi chimiche a ovest di Homs e un posto di comando sempre nei pressi di questa città. Secondo le prime ricostruzioni, i missili sarebbero partiti da una delle navi militari posizionate nel Mar Rosso e da alcuni bombardieri. Al momento, secondo quanto riferisce il segretario americano alla Difesa, l'ex generale James Mattis, non si registrerebbero perdite tra le forze USA. Mattis sottolinea inoltre come siano stati fatti tutti gli sforzi necessari per evitare vittime tra i civili. Già nel 2017, sempre nel mese di aprile, gli USA erano stati protagonisti di un attacco simile in Siria:

"Lo scorso anno il regime di Assad non ha compreso bene il messaggio - aggiunge Mattis - Così questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati. E se Assad e i suoi generali assassini dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche, dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità".

Al termine dell’attacco missilistico è arrivata pronta la risposta della Russia, principale alleato della Siria: "Le azioni degli Usa e dei loro alleati non resteranno senza conseguenze", ha dichiarato Anatoly Antonov, ambasciatore russo a Washington. Considerato che però li attacchi hanno evitato “chirurgicamente” postazioni russe in Siria, secondo l’Ansa gli obiettivi colpiti sarebbero stati concordati comunque con le autorità di Mosca.

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