Siria, Putin: "È stato un atto di aggressione"

HAMBURG, GERMANY - JULY 07: Russian President Vladimir Putin arrives at the the G20 summit on July 7, 2017 in Hamburg, Germany. Leaders of the G20 group of nations are meeting for the July 7-8 summit. Topics high on the agenda for the summit include climate policy and development programs for African economies.  (Photo by Matt Cardy/Getty Images)

L'attacco di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in Siria "non resterà senza conseguenze". È stato questo il commento di Anatoly Antonov, ambasciatore russo a Washington, che ha anche aggiunto che: "Tutta la responsabilità sta a Washington, Londra e Parigi. Gli Stati Uniti, Paese che ha il più grande arsenale di armi chimiche, non ha il diritto morale di accusare altri Paesi". Anche il Presidente Vladimir Putin ha condannato con forza l'azione in Siria, ipotizzando delle conseguenze: "La Russia condanna fortemente l'attacco in Siria, dove i militari siriani stanno aiutando il governo legittimo nella guerra contro il terrorismo. Con le loro azioni, gli Stati Uniti stanno peggiorando sempre di più la catastrofe umanitaria in Siria, portando sofferenze ai civili. Queste operazioni potrebbero provocare una nuova ondata di rifugiati da quel Paese e dalla regione intera".

Secondo Putin, il raid nei confronti di Assad rappresenta "un'aggressione contro uno Stato sovrano che è in prima linea nella lotta contro il terrorismo", un attacco condotto "in violazione della carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale". Anche l'Iran ha condannato l'azione di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, non ci sarebbe stata una ragione valida a giustificare un'azione militare perché gli Stati Uniti avrebbero agito "senza alcuna prova e prima anche di una presa di posizione dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac)".

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