Siria, Berlusconi: "Serve un governo autorevole per una mediazione tra Stati Uniti e Russia"

L'ex Cavaliere ha scritto una lettera al Corriere della Sera

Berlusconi, Bush e Putin

Silvio Berlusconi ha inviato una lettera al Corriere della Sera. L'ex Cavaliere ha spiegato come l'Italia abbia bisogno di formare presto un Governo "autorevole sul piano interno e internazionale, interlocutore riconosciuto e capace di farsi ascoltare dalle maggiori potenze". Berlusconi ha rivendicato l'accordo di Pratica di Mare del 2002, quando George Bush e Vladimir Putin si incontrarono e riuscirono a ricucire le relazioni internazionali: "Quindici anni fa il nostro governo mise intorno a un tavolo, a Pratica di Mare, Russia, Stati Uniti, Europa, in uno storico accordo che avrebbe potuto inaugurare una nuova epoca, di alleanza e non più di contrapposizione. Oggi un governo italiano autorevole potrebbe riprendere a lavorare proprio in quella direzione, perché l'Italia proprio nel Mediterraneo ha grandi interessi in gioco ma ha anche un ruolo strategico imprescindibile".

Già ieri sera ad Isernia - dove è impegnato nella campagna elettorale per le elezioni regionali del Molise del prossimo 22 aprile - Berlusconi ha parlato del raid in Siria da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia: "Il problema della Siria è molto grave. La sede che se ne deve occupare è quella delle Nazioni Unite. Noi non abbiamo oggi un governo che fa contare l'Italia né in Europa né nel mondo. Quindi, non possiamo fare niente. Nella nostra situazione, adesso, è meglio non dare giudizi. Questi li deve dare l'Organizzazione delle Nazioni Unite".

Questa la lettera di Berlusconi al Corriere della Sera:

Caro direttore,
di fronte a una situazione complessa e drammatica come quella che si è determinata in Siria non si tratta di schierarsi da una parte o dall’altra, ma di ragionare e di agire su una possibile soluzione per evitare l’ulteriore aggravarsi della situazione. Per questo l’Italia avrebbe bisogno al più presto di un governo nella pienezza dei suoi poteri: non un governo qualsiasi, con una qualsiasi maggioranza parlamentare, ma un governo autorevole sul piano interno e internazionale, interlocutore riconosciuto e capace di farsi ascoltare delle maggiori potenze. L’Italia è un partner essenziale dell’Europa e dell’Occidente tutto, nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Tale collocazione, che dura da settant’anni e si basa su profondi valori condivisi, comporta naturalmente per noi degli obblighi di solidarietà ai quali non siamo mai venuti meno. Al tempo stesso, proprio la nostra leale e indiscussa amicizia prima di tutti verso gli Stati Uniti porrebbe l’Italia — se non ci trovassimo nell’attuale condizione di paralisi — in grado di esercitare un ruolo e dare dei suggerimenti che i nostri alleati avrebbero il dovere e l’interesse di ascoltare.


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