Siria, crepe nell'alleanza Usa-Francia. Macron: "Ho convinto Trump a restare a lungo". La Casa Bianca: "Non è vero"

Equivoco sui tempi di permanenza degli americani in Siria.

Il Presidente della Francia Emmanuel Macron ha rilasciato un'intervista a BFM TV lasciandosi dietro non poche polemiche e creando un equivoco di una certa importanza con gli alleati degli Stati Uniti.

L'inquilino dell'Eliseo ha parlato per circa due ore in televisione spiegando le ragioni della partecipazione della Francia all'attacco contro i siti di produzione di armi chimiche in Siria al fianco di Usa e Gran Bretagna e ha detto:

"L'operazione è riuscita sul piano militare, i missili hanno raggiunto gli obiettivi, è stata distrutta la loro capacità di produrre armi chimiche. E da parte loro non c'è stata alcuna vittima. La decisione di intervenire è stata presa domenica scorsa, 48 ore dopo le prime identificazioni dell'uso di armi chimiche nella Ghuta orientale. Abbiamo colpito tre siti di produzione e trattamento di armi chimiche, identificati da mesi, sono stati colpiti: un sito è stato colpito da noi con gli americani e i britannici, il secondo soltanto dagli americani, il terzo solo dai francesi. Siamo intervenuti in modo legittimo nel quadro multilaterale"

Macron ha anche detto che con l'attacco di venerdì scorso la Francia e i suoi alleati non hanno dichiarato guerra al regime di Bashar al-Assad, ma si è trattato solo di una risposta al presunto attacco chimico del 7 aprile a Douma. Fin qui "tutto bene", ma la frase che ha fatto arrabbiare la Casa Bianca è questa:

"Dieci giorni fa il Presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. L'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti"

A queste dichiarazioni la Casa Bianca ha risposto attraverso un messaggio della portavoce Sarah Sanders:

"La missione Usa non è cambiata, il Presidente ha chiarito di volere che le forze militari tornino a casa al più presto. Siamo determinati a schiacciare completamente l'Isis e creare le condizioni che prevengano un suo ritorno. Inoltre ci aspettiamo che i nostri alleati e partner nella regione si assumano maggiori responsabilità economiche e finanziarie per rendere sicura quell'area"

Tutto questo mentre negli Stati Uniti si moltiplicano le manifestazioni contro le azioni militari in Siria.

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