Rotondi: "I grillini parlano bene di Berlusconi in privato"

E Berlusconi dice che "Di Maio buca lo schermo".

Gianfranco Rotondi

Gianfranco Rotondi, che più di una volta ha detto che alcuni esponenti del MoVimento 5 Stelle parlano bene di Silvio Berlusconi in privato, oggi è tornato all'attacco su questo argomento in una intervista che ha rilasciato a Concetto Vecchio di Repubblica. Eletto tra le fila di Forza Italia, ma da sempre uno dei democristiani più convinti, è alla sua sesta legislatura, la quinta da deputato (una da senatore), ma dice con convinzione di voler superare Pier Ferdinando Casini, che è alla sua decima legislatura.

E da buon democristiano, Rotondi rispolvera la tattica cerchiobottista provando a rabbonire le due forze politiche che in questo momento, di fatto, stanno impedendo la nascita di un governo. Infatti ha ripetuto che i "grillini" con lui in privato parlano bene del leader di Forza Italia, ma probabilmente, se continua a chiamarli "grillini", già parte con il piede sbagliato, visto che il termine esatto sarebbe pentastellati.

Inoltre non fa nomi, non dice chi sono questi fantomatici pentastellati che ammirano Silvio e quando gli viene chiesto di dire chi sarebbero, tira fuori forse quello che è il nome più sbagliato: Alessandro Di Battista. Ricordiamo che quest'ultimo, che non si è ricandidato e non fa parte di questa legislatura, qualche giorno fa ha definito Berlusconi il "male assoluto" del nostro Paese. Ma Rotondi dice:

"I Cinque Stelle sono di una generazione cresciuta con le tv Fininvest: c'è pertanto rispetto e anche ammirazione per la storia imprenditoriale di Silvio. Anche gli interventi in aula raramente sono irrispettosi"

E per quanto riguarda lo stesso Berlusconi, Rotondi dice che in privato parla bene di Di Maio, dicendo che "buca lo schermo". Peccato che quello che conta, in questo momento, è quello che Berlusconi dice davanti a giornalisti e telecamere, come per esempio il fatto che il M5S "non conosce l'ABC della democrazia".

Quando gli viene chiesto se allora, secondo lui, Di Maio non è sincero quando impone il veto contro Berlusconi, Rotondi spiega:

"È in corso una parodia post elettorale. Di Maio usa una piccola furbizia, ricalcando uno schema che mi ricorda le schermaglie tra Craxi e De Mita negli anni Ottanta: Di Maio e Salvini hanno già un accordo, ma Di Maio, attaccando il Cavaliere, intende spingere Salvini al divorzio dal centrodestra. Così si ritroverebbe con un partner di governo del 17 per cento, invece che il capo di una coalizione del 37 per cento"

Infine, secondo Rotondi, che non aspira a fare il ministro in questa legislatura, può finire in due modi: o nasce un governo che dura cinque anni o si torna a votare a ottobre. Dice anche di credere in un governo M5S-Centrodestra, ma poi chiude sostenendo che "c'è un ceto politico che sa fare solo campagne elettorali".

Intanto per ora nessuno dei pentastellati ha replicato a quanto detto da Rotondi, ma su Twitter alcuni utenti hanno fatto notare al fervente democristiano che probabilmente se "gli parlano bene di Berlusconi in privato" è solo per prenderlo in giro, solo che lui non se ne accorge.

Foto © Twitter Gianfranco Rotondi

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