Sottomarino USA che ha attaccato la Siria passato dal porto di Napoli

sottomarino USA Napoli

Incidente diplomatico sfiorato per la presenza di un sottomarino USA nel porto di Napoli. Il sindaco Luigi De Magistris ha scritto nei giorni scorsi al contrammiraglio Arturo Faraone, comandante della Capitaneria di Porto per chiedere il rispetto delle normative vigenti ed evitare che si verifichino nuovi casi analoghi. Il sottomarino Uss John Warner sarebbe quello dal quale sarebbero partiti anche alcuni missili all’indirizzo della Siria durante l’attacco dell’altro giorno. Insomma, l’Italia si conferma ancora una volta una nazione strategicamente molto importante per le operazioni militari degli USA, ma De Magistris contesta il fatto che una delibera della sua amministrazione vieti espressamente transito e sosta di navi a propulsione nucleare o che portano armi nucleari.

Come sottolinea ancora il primo cittadino di Napoli, la lettera era stata inviata alla Capitaneria di porto molto prima che il sommergibile degli Stati Uniti partecipasse attivamente alle operazioni in Siria. A rivelare il suo utilizzo durante “l’attacco di una notte” contro Assad, il canale YouTube Aiir Source military, che raccoglie i filmati relativi alle operazioni delle forze armate USA e tra i quali ci sarebbe anche un video che mostra il lancio di un missile Tomahawk da un sottomarino indicato proprio come il John Warner (SSN 765) che opera nel Mediterraneo. Secondo quanto riferiscono diversi organi di stampa, la presenza del sommergibile a Napoli risale al 20 marzo, mentre il suo utilizzo è avvenuto in Siria dopo il sospetto attacco chimico del 7 aprile a Duma.

Sottomarino USA a Napoli: la lettera di De Magistris

Secondo quanto si legge nella missiva inviata qualche tempo fa alla Capitaneria di porto, De Magistris spiega di aver “letto anche l’ordinanza n.17/2018 che Lei ha emesso per le necessarie e correlate disposizioni di sicurezza e di navigazione” e ricorda “che il 23 settembre 2015 è stata approvata, su mia iniziativa, la delibera n.609 con la quale è stata dichiarata “area denuclearizzata” il Porto di Napoli”. L’atto promulgato dal comune, in sostanza, “pone in evidenza la volontà di interdire l’attracco e la sosta, di qualsiasi natante a propulsione nucleare o che contenga armamenti nucleari. Non solo, ma esprime e riafferma il ruolo di Napoli “Città di Pace”, rispettosa dei diritti fondamentali di ciascuno, convinta del disarmo e della cooperazione internazionale”. Ovviamente, De Magistris richiede anche “di considerare, per analoghe situazioni future che la determinazione e la volontà menzionate nella delibera 609 sono dirette al non gradimento che navi di tale caratteristiche sostino o transitino nelle acque della nostra Città”.

La replica di Faraone a Luigi De Magistris

“In merito a quanto rappresentato con la Sua missiva in data odierna - dichiara il contrammiraglio (CP) Arturo Faraone - , diffusa agli organi di stampa nazionali e inerente l’arrivo nella rada di Napoli dell’Uss John Warner, nel considerare condivisibili le Sue preoccupazioni come primo cittadino che hanno prodotto l’emanazione della Delibera di Giunta n°609 del 23 settembre 2015, desidero innanzitutto rassicurarLa che all’attualità non è consentito l’ingresso in Porto ad unità a propulsione nucleare né tantomeno a navi con carico radioattivo. Ritengo opportuno precisare - aggiunge - che questa Autorità Marittima, con l’Ordinanza n°17/2018 del 16/03/2018, a seguito della comunicazione da parte dello Stato Maggiore della Marina Militare dell’arrivo in rada dell’Uss John Warner, non ha autorizzato ma ha esclusivamente disciplinato, per quanto di propria competenza, come previsto dal piano predisposto dagli organi del ministero della Difesa, le attività relative alla navigazione marittima connesse alla sosta del predetto sommergibile ai fini della sicurezza della navigazione per la salvaguardia della vita umana in mare. Infatti, le decisioni in ordine all’arrivo e/o al transito delle unità navali militari straniere nelle acque territoriali nazionali non competono all’Autorità Marittima, quale organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

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