Trattativa Stato-Mafia: condanne da 8 a 28 anni per gli imputati - VIDEO

È arrivata oggi, dopo cinque anni e sei mesi di processo, la sentenza della Corte d'Assise di Palermo sulla presunta trattativa tra i vertici dello Stato Italiano e Cosa Nostra dopo le stragi del 1992 e 1993 al fine di raggiungere un accordo e mettere così fine a quell'era del terrore.

La Corte ha deciso di infliggere pene che vanno dagli 8 ai 28 anni di carcere per i soggetti ritenuti coinvolti a vario titolo nella trattativa. Tra questi ci sarebbero gli ex vertici del ROS Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, ma anche l’ex senatore Marcello Dell’Utri, l'imprenditore Massimo Ciancimino e i boss di Cosa Nostra Leoluca Bagarella e Antonino Cinà.

A Bagarella, già condannato all'ergastolo in regime di carcere duro per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, è stata inflitta la pena più alta: 28 anni di carcere. I giudici hanno deciso di condannare Mario Mori, all'epoca vicecomandante del ROS, e il senatore Dell'Utri a 12 anni di carcere. 8 anni, invece, per l'allora comandante del ROS Giuseppe De Donno.

Massimo Ciancimino è stato condannato a scontare otto anni di carcere per l'accusa di calunnia nei confronti dell'ex capo della Polizia Giovanni De Gennaro.

Assolto, invece, l'ex ministro dell'Interno e presidente del Senato Nicola Mancino, che era accusato di falsa testimonianza. Prescritte, inoltre, le accuse nei confronti del pentito Giovanni Brusca.

Bagarella, Cinà, Dell'Utri, Mori, Subranni e De Donno sono stati inoltre condannati al pagamento in solido tra loro di ben 10 milioni di euro a titolo di risarcimento per la Presidenza del Consiglio dei Ministri che si era costituita parte civile nel procedimento giudiziario.

Marcello Dell'Utri

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