Mario Monti si candida premier? Eventualmente con chi aderisce all'agenda Monti

15.18

: dopo la lunga conferenza stampa di fine anno, il tête-à-tête di Mario Monti con Lucia Annunziata contribuisce a chiarire meglio il pensiero montiano, che acquisisce una sfumatura più chiara rispetto alle interpretazioni che erano state date immediatamente dopo le parole dell'ex premier a Palazzo Chigi.

La sostanza? Mario Monti può valutare anche di candidarsi come premier con una coalizione che dovesse appoggiare l'agenda Monti.

15.03: Lucia Annunziata chiede a Monti chi, eventualmente, appoggerà l'agenda Monti. Il centrodestra? Il centrosinistra? Lui dice di no, dice che l'appoggio avverrà da altri. «E da chi?», si chiede e chiede la giornalista.

«Dalla società civile»

risponde Monti.

14.59: per Monti bisogna uscire dagli schemo:

«Lavorare insieme al di là delle connotazioni partitiche, più importanti che scatole o involucri».
14.52

: la Annunziata legge a Monti un'agenzia in cui Alfano sostiene che l'atteggiamento del premier uscente precluda a qualsiasi possibilità di accordo con il Pdl.

14.47: Monti chiarisce un po' meglio il suo futuro politico. Dice che alcune liste potrebbero volerlo indicare come candidato premier. In questo caso

«Io vedrò se questo avverrà se ci sono sufficienti forze, sufficienti garanzie di credibilità nell'impegno di queste forze, perché io aderisca a questa cosa.
Io non parteciperò alle elezioni nel senso di essere candidato ad un collegio, perché essendo Senatore a vita farò parte del prossimo Parlamento e di quelli successivi, finché vivo.

Però se si dovrà andare avanti sulle riforme, ci vuole un mandato.

Ora, in che modo io potrei, non essendo candidabile tecnicamente come persona, vedere se nel paese c'è interesse a fare queste riforme?

Sottoponendo questo programma agli elettori, non a titolo personale (ecco dunque l'agenda Monti.

La Annunziata si chiede che cosa abbia detto Monti. Ce lo chiediamo anche noi.

Mario Monti Lucia Annunziata

14.35: Mario Monti è in diretta su Rai3, ospite di Lucia Annunziata a In 1/2 Ora.

Si comincia in maniera "leggera" con qualche domanda sui giornalisti. Monti dice che l'unica idiosincrasia che ha nei confronti della stampa riguarda una prassi: quella di mettere fra virgolette i pensieri di qualcuno, anche se questo qualcuno non ha mai espresso quei pensieri.

Monti disposto alla "guida"

Monti e il pensiero di B.

Le prime pagine dei giornali esteri

Mario Monti e le prime pagine online


13.47: anche i quotidiani online stranieri parlano della conferenza stampa di fine anno di Mario Monti (non proprio come "top news", naturalmente).

E anche all'estero c'è qualche difficoltà nel capire esattamente quale sia il progetto futuro del premier.

Le prime pagine degli online italiani

Mario Monti e le prime pagine online: Repubblica
Mario Monti e le prime pagine online


13.14: osserviamo le home page dei principali quotidiani online in questo momento si può capire che la conferenza stampa del lucido Monti si presta a interpretazioni confuse almeno quanto quella di Berlusconi. La sostanza, comunque, si può riassumere così: non si candiderà, ma è disposto a fare il premier.

Il fatto che la dichiarazione sia accolta come se fosse normale è quasi imbarazzante. Ovviamente, le critiche arrivano solamente dalla stampa di destra. Il che rende bene l'idea sul livello di confusione che ha investito l'Italia tutta. Sul tema, Monti ha detto:

«Non vedo proprio dove sia il problema».
13.12

: con l'appuntamento con la Annunziata che incombe, la conferenza stampa prosegue al ritmo montiano. Per Giancarlo Leone (intrattenimento Rai) è un evento di sicuro appeal televisivo.

12.38

: la sostanza della Conferenza è quanto già intuibile e previsto: Monti non si candida, non dà il nome a nessuna lista ma è eventualmente «disponibile». Il che significa che starà a guardare e se le cose andranno come probabile (ovvero, vittoria del centrosinistra, con una sinistra (SEL) poco influente e un centro importante, sarà pronto al Monti Bis.

12.31 Monti al capo dello Stato ha detto:

«Missione compiuta Presidente».
12.30

. Monti però è pronto ad aiutare e ad appoggiare chi si riconosce nelle sue idee:

«A forze interessate ad agenda sarei pronto a fare da guida».
12.28

: Monti non ha intenzione di "scendere in campo"

Io non parlerei mai di una discesa in campo. Non parlerei mai anche se dovessi farla di una discesa in politica. Abbiamo bisogno di una salita... Io non mi schiero con nessuno. Spero che i partiti si schierino con le idee ... Mi auguro che le idee possano essere condivise da una maggioranza in parlamento e che contribuiscano a suscitare nel dibattito elettorale del Paese energie nuove.
12.16

: nuova citazione per De Gasperi:

«L'uomo politico guarda alle prossime elezioni, l'uomo di stato guarda alle prossime generazioni».
12.11

: «Meglio leggi ad nationem che ad personam». Gli esempi che, per Monti, raccontano tutti gli ostacoli subiti dal suo governo, sono il lavoro (con l'ostracismo della sinistra), la giustizia (da destra e da Berlusconi, ovviamente), i costi della politica (tutti).

12.06: Monti cita i blocchi avuti, che hanno impedito di fare meglio. E per non sbagliare ed incarnare la terzietà, cita blocchi a sinistra, a destra e trasversali. Ovvero, sono tutti uguali tranne i tecnici.

12.03: fra una stoccata a Berlusconi e l'altra, Monti parla della necessità di dare agli italiani nuova fiducia perché scelgano di tornare a fare bambini. Ovvero, Secondo: andate e moltiplicatevi.

11.57: i comandamenti di Monti. Primo: non dissipare. Ovvero, non sottrarsi alle linee guida dell'Europa. E non promettere di togliere l'IMU.

«Sarebbe bellissimo ma chi verrebbe un anno dopo dovrebbe rimetterla doppia».
11.56

: «Cambiare l'Italia, riformare l'Europa. Agenda per un impegno comune» è l'agenda-Monti. Il Presidente dimissionario lascia i suoi comandamenti.

11.54: Monti non espone il consuntivo e parla del futuro.

11.49: un po' a sorpresa, Monti riserva la propria gratitudine al presidente Berlusconi. Lo aveva già fatto, ma oggi è quantomeno curioso. Poi precisa:

«Faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero [...] un grado di complessità mentale che a me sfugge».
11.46

: «La strana maggioranza con la presenza di forze normalmente avversarie ha impedito di fare meglio, ma ha permesso di fare il bene».

11.45: il lunghissimo preambolo di Monti si conclude con una serie di "bastonate" verbali ad Angelino Alfano. Silvio Berlusconi non è stato nemmeno nominato.

11.44: «Non avevamo chiesto noi di governare».

11.42: Monti conferma di aver interpretato il discorso di Angelino Alfano in parlamento con la dichiarazione di astensione come una sostanziale sfiducia.

11.41: mentre la pacata lentezza delle dichiarazioni montiane tiene banco, su Twitter esplode l'hashtag #totomonti.

11.35: «Era così precaria, la situazione dell'Italia nel novembre 2011, eravamo circondati da così tanta diffidenza, che, durante i primi incontri con i leader europei mi venne in mente cosa disse Alcide De Gasperi in una circostanza ben più grave». Ecco la citazione:

« Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me [...] »

Era il 10 agost 1946, De Gasperi era a Parigi alla Conferenza di pace, dove commentava le dure condizioni imposte all'Italia nel secondo dopoguerra.

Mario Monti in diretta tv

11.32: inizia la conferenza stampa.

11.30: la lunga introduzione del Presidente dell'Odg, che meriterebbe considerazioni a parte, è finita.

11.26

: Iacopino parla di Gaetano Gorgoni e di Amalia De Simone.

11.20: con una ventina di minuti di ritardo, inizia la conferenza stampa. Introduce Enzo Iacopino, presidente dell'ordine dei giornalisti, che esordisce dicendo:

«Sono certo che lei non si sottrarrà al dovere di fare chiarezza».

Poi, Iacopino parla della legge sull'equo compenso dei giornalisti, ancora non pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e non pubblicizzata da alcun giornale.

Mario Monti in diretta tv - 016 - I ministri Mario Monti in diretta tv: fine legislatura

11.03: a Palazzo Chigi, i giornalisti sono tutti pronti e ci sono anche i Ministri del Governo Monti. La televisione inquadra Passera, Severino, Cancellieri, Terzi e Riccardi.

Palazzo Chigi Conferenza Stampa Diretta

10.57: la conferenza stampa di Mario Monti sta per cominciare. Enrico Mentana è già in diretta su La7 e racconta, appunto, il "dialogo" fra Monti e Scalfari.

9.50, 23 dicembre 2012: Manca poco più di un'ora alla conferenza stampa di Mario Monti. Nel frattempo, però, Repubblica ha pubblicato un colloquio fra Monti ed Eugenio Scalfari. I due, lo dice lo stesso Scalfari nell'incipit, una specie di excusatio non petita con la quale il fondatore di Repubblica dice di non credere di

«commettere un'indiscrezione se racconto i passi principali del nostro colloquio. Due amici si scambiano opinioni sulla situazione politica mentre una legislatura finisce e un governo nato per gestire l'emergenza economica rassegna le dimissioni».

Si potrebbe aprire un'enorme parentesi sull'imbarazzante (per i suoi lettori storici, almeno) riposizionamento politico di Scalfari, ma non è questa la sede.

Nella chiacchierata, Monti conferma che non si alleerà mai con Berlusconi. Che oggi proporrà un programma da seguire (la sua agenda). Che il suo futuro è incerto. Si candiderà? Forse no.

«Non lo so ancora. Ma dentro di me qualcosa mi dice di no. Chi si impegna nelle elezioni lo fa per vincere. Poi ci si può metter d'accordo ma alcune ferite possono essere inflitte da una parte e dall'altra. Io non voglio che questo accada tra due forze che poi dovranno necessariamente stare insieme».

A leggerle fra le righe, queste parole che Scalfari divulga, lasciano pensare che il bocconiano starà lì ad osservar la tenzone. Pronto a un nuovo impegno di Governo (come Ministro?) senza essersi sporcato le mani in campagna elettorale. Staremo a vedere.

Mario Monti

Il 23 dicembre 2012, dopo le dimissioni del 21 e lo scioglimento delle Camere del 22, sarà un'altra giornata campale per Mario Monti.

L'ex presidente del Consiglio sarà impegnato nella tradizionale conferenza stampa di fine anno a partire dalle 11: in condizioni normali avrebbe dovuto trarre un bilancio del suo Governo. Lo farà senz'altro, ugualmente, ma con un altro spirito, visto che ora il Governo tecnico non c'è più e ci si proietta verso la tornata elettorale. Monti dovrà anche sciogliere la riserva a proposito della sua eventuale candidatura, visto che è attorno a questa che si giocheranno gli equilibri al centro e a destra. E forse anche a sinistra.

Secondo il Ministro Per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, è del tutto probabile che Monti si candidi e che quella che a molti sembra un tentennamento o un passo indietro, in realtà sia una semplice pausa di riflessione. Al Tg3, infatti, Riccardi ha spiegato:

«Penso che il presidente del Consiglio non ci stia ripensando, ma stia pensando»

Secondo il ministro dimissionario, è il caso, peraltro, di marcare ancora una volta la differenza fra il bocconiano e la politica tradizionale:

«Dobbiamo rispettare un modo di fare politica che è riflessivo e pensoso. Il discorso di domani sarà non solo su di lui, ma sul programma e le cose da fare. Non credo stia prendendo tempo, ma che stia assestando la sua visione, quello che abbiamo fatto come governo e quello che si dovrà fare secondo lui. Mi sembra un modo corretto e molto nuovo che spacca una politica urlata».

La procedura sembra, fin qui, perfettamente rispettosa dell'abito istituzionale, diciamo così: Monti si è dimesso appena non ha più avuto la fiducia completa della sua maggioranza "strana", poi ha fatto in modo che venisse approvata la legge di stabilità, quindi è salito al Colle per le dimissioni e poi eccolo pronto per la conferenza stampa di rito.

Ma quel che va a spezzare il rito è il fatto che Mario Monti sarà ospite, già domani pomeriggio, di Lucia Annunziata in tv, al talk In 1/2 Ora a partire dalle 14.30 su Rai3 (anche Berlusconi, domani, è in tv. All'Arena di Massimo Giletti.

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