Governo, Di Maio dopo l'incontro con Fico: "Abbiamo chiuso con Salvini. Parliamo solo con il PD"

Consultazioni Fico: le dichiarazioni di Luigi Di Maio dopo l'incontro con il Presidente della Camera

Luigi Di Maio si è presentato davanti ai cronisti dopo una mezzoretta di colloquio con Roberto Fico. Il candidato Premier del Movimento ha chiarito un punto in apertura: dopo la giornata di oggi sono finiti i tentativi con la Lega di Salvini. Come aveva chiesto Martina, Di Maio ha così chiuso il "secondo forno". Adesso il Movimento 5 Stelle guarda solo al Partito Democratico, con il quale spera di trovare il giusto compromesso per stilare il famoso contratto di Governo.

Di Maio ha apprezzato le parole di oggi pronunciate da Martina al termine dell'incontro con Fico ed è pronto ad incontrare a sua volta i rappresentanti del Partito Democratico per iniziare a lavorare e, sopratutto, per capire se ci sono i margini per raggiungere un'intesa. In ogni caso, il contratto di Governo dovrà essere sottoposto all'approvazione degli iscritti alla piattaforma Rousseau prima di diventare ufficiale.

Questo il discorso per intero di Luigi Di Maio:

Siamo qui dopo settimane in cui abbiamo provato in tutti i modi e in tutte le forme ad invitare la Lega di Matteo Salvini a firmare un contratto di Governo per il cambiamento di questo Paese. Matteo Salvini e la Lega, invece, hanno deciso di condannarsi all'irrilevanza nel rispetto dei loro alleati e del loro alleato, invece di andare al Governo nel rispetto degli italiani e per aiutare gli italiani. È chiaro che un Governo del centrodestra non è più un'ipotesi percorribile. Gli unici che forse non l'hanno capito sono proprio quelli del centrodestra. Ma, dopo il fallimento del mandato della Presidente Casellati, l'ipotesi di un Governo di centrodestra tramonta del tutto. E dopo aver provato per 50 giorni a dire a Matteo Salvini che si poteva firmare un contratto di Governo per il bene di questo Paese e per un Governo del cambiamento, io voglio dirlo qui ufficialmente: Per me qualsiasi discorso con la Lega si chiude qui. Detto questo abbiamo apprezzato le parole del Segretario del Partito Democratico Martina di poche ore fa. Sono parole che vanno nella direzione di un'apertura. Abbiamo detto al Presidente Roberto Fico che ce l'ha chiesto, che noi teniamo la linea che è quella che portiamo avanti dal giorno dopo le elezioni. Noi ci siamo sui temi per firmare un contratto di Governo, per il cambiamento di questo Paese e non rinunciamo ai nostri valori e alle nostre battaglie storiche: costi della politica, reddito di cittadinanza, lotta al business dell'immigrazione, pensioni, aiuti alle imprese e alle famiglie, lotta alla corruzione, conflitto d'interessi. Sono temi che abbiamo a cuore e voglio dire anche qui che qualsiasi contratto di Governo dovrà essere in ogni caso ratificato dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau. È chiaro che il Movimento 5 Stelle e la Lega, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e qualsiasi partito, sono e resteranno alternativi. E questo fatto, ovvero il fatto che siano alternativi, deve essere un segno di rispetto nei confronti dei nostri elettori e nei confronti degli elettori dei partiti. Ma è chiaro anche e lo sanno tutti, che nessuna forza politica può fare da sola. Nessuno può dare un Governo a questo Paese da solo. Ed è per questo che abbiamo ribadito la nostra disponibilità a discutere sui temi, nonostante col Partito Democratico ci siano profonde differenze e ci siano anche dei trascorsi. Da non ignorare. Però, se riusciremo - vedremo - a mettere al centro i temi per gli italiani e a far uscire dal pantano le famiglie e le imprese italiane, noi sui temi ci siamo e l'abbiamo sempre detto. Ed è anche per questo che chiedo al Partito Democratico di venire al tavolo non subito a firmare il contratto, ma a verificare se ci siano i presupposti per metterlo in piedi. Capisco i tempi interni del partito. Conosco le loro dinamiche, i loro organi decisionali e quindi rispetto quei tempi. Però è anche chiaro che dobbiamo vederci per capire se ci siano in questo momento i presupposti. Ci facciano sapere quando sono disponibili. Poi passiamo eventualmente alla stesura del contratto. Voglio chiarire un paio di cose qui, in conclusione: noi non siamo disponibili a dare la fiducia a governi tecnici, governi del Presidente, governi di garanzia, governi di scopo e chi più ne ha più ne metta. Quindi: se dovesse fallire anche questo tentativo, se dovesse fallire questo percorso che era il secondo che avevamo individuato sul contratto di Governo e allora, per noi, si dovrà tornare al voto. Decide il Presidente della Repubblica. Ma se questo tentativo dovesse fallire noi chiederemo di nuovo agli italiani di esprimersi. Deve essere chiaro questo passaggio, legato anche al fatto che noi abbiamo circa 338 parlamentari. Con 338 parlamentari, una forza politica del genere deve provare fino alla fine a dare un Governo del cambiamento al nostro Paese. E un Governo del cambiamento significa che deve poter fare le cose che abbiamo portato avanti per anni, altrimenti non è un Governo del cambiamento. Ovviamente il contratto di Governo passa per delle intese. Si partirà magari da punti non convergenti e vedremo se ci saranno i presupposti per creare un Governo del cambiamento. Ma, con 338 parlamentari, permettetemi di dire: non può esistere l'opposizione. O esiste il Governo o si torna al voto. Ed è questo il principio che stiamo portando avanti, con grande responsabilità e che ci ha portato sin dal primo giorno delle Consultazioni a tracciare una linea che non abbiamo mai cambiato e che non abbiamo deciso di cambiare. Grazie a tutti.

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