Calenda: nessuno ha vinto, serve governo di tutti. Pd mai ruota di scorta del M5s

Il Ministro dello Sviluppo uscente: "ho provato a lavorare con i 5 Stelle, c'ho provato con la Raggi, c'è grande incompetenza e incapacità di passare da protesta a governo".

governo istituzionale calenda

Un governo istituzionale senza prof o tecnici, un governo di tutti, di tutti i partiti che ci stanno, per il bene del paese.

È la proposta del ministro uscente dello Sviluppo Carlo Calenda che ospite di Lucia Annunziata a "1/2 in più" oggi pomeriggio ha fornito la sua ricetta per uscire dallo stallo politico che dura da ormai quasi due mesi.

Un governo istituzionale con obiettivi "che siano condivisi”: un esecutivo che rispetti gli "obblighi internazionali" e che faccia una nuova legge elettorale. Questi i punti da cui partire secondo Calenda. Non è chiaro però con chi sedersi al tavolo.

Calenda è fermo nella sua opposizione a un governo 5Stelle-Pd, perché il suo partito farebbe solo "la ruota di scorta" a Di Maio. Poi va all'attacco del M5S:


"vogliono abbandonare il Tap e chiudere l'Ilva, come si fa a stare insieme?…Hanno passato l'ultima legislatura a dire: voi del Pd siete dei farabutti".

Il ministro spiega che lui ha provato a lavorare:

"con i 5 Stelle, c'ho provato con la Raggi, c'è grande incompetenza e incapacità di passare da protesta a governo". 

Poi sulla sua volontà di lasciare il Pd, se si alleasse con il MoVimento 5 Stelle, Calenda afferma:

"Ho detto se facciamo una alleanza politica con il M5s strappo la tessera e forse sono stato un po' arrogante, ma non ho mai detto che non bisogna discutere".

Calenda non ha detto e nemmeno adombrato quale personalità sarebbe adatta a guidare il governo istituzionale da lui proposto, chi potrebbe essere investito della carica di premier. Invece ha rimarcato la differenza tra Pd e 5Stelle, due partiti troppo alternativi per mettersi d’accordo, rispondendo indirettamente alla lettera di Di Maio di questa mattina:

"Io non sono stato votato, ma ho fatto la campagna elettorale per il centrosinistra: io non saprei come spiegarlo ad un elettore di centrosinistra che questa è la soluzione. Se la soluzione deve essere quella di assumersi una responsabilità, allora tutti la assumano, facendo tutti un passo indietro, magari lavorando su un governo istituzionale, che rifletta la situazione: nessuno ha vinto, certamente il Pd ha perso ma nessuno ha vinto".

Stasera Renzi dovrebbe ribadire un po' le stesse cose, ospite di Che tempo che fa da Fabio Fazio. Dialogo chiuso ancora prima di nascere tra Pd e Cinque Stelle? Una certa componente del Pd evidentemente vuole evitare la conta interna alla direzione del 3 maggio.

Un governo istituzionale, di tutti quelli che ci stanno, sarebbe elettoralmente meno dannoso per il Pd che un esecutivo formato solo dai democratici e dai 5 stelle, con i dem a fare appunto "da ruota di scorta".

Invece con un governo di tutti si potrebbe far passare l’idea di aver agito per il bene del Paese con un’assunzione di responsabilità anche da parte di chi le elezioni le ha perse sonoramente: un "sacrificio" che il Pd farebbe "solo" per far uscire il paese dall’impasse (sperando di riconquistare al contempo consensi nel fronte moderato).

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