Di Maio: "Partiti vergognosi. Bisogna tornare al voto"

Ieri ha parlato Matteo Renzi a 'Che tempo che fa', rompendo in modo leggermente anticipato il suo "silenzio di due anni" annunciato all'indomani delle elezioni del 4 marzo. Questa mattina è stato invece il turno di Salvini che ha tuonato con un "adiamo a governare" dopo la vittoria di Fedriga nelle regionali del Friuli Venezia Giulia. Non si capisce in che modo la vittoria del centrodestra in una regione dove ha votato poco più di mezzo milione di elettori possa spostare gli attuali equilibri parlamentari. Forse Salvini pensa a nuove elezioni politiche, convinto di poter raccogliere ancora più consenso rispetto a quello del 4 marzo scorso.

Dello stesso avviso è anche Luigi Di Maio che oggi ha risposto a Renzi ed ha fatto un nuovo appello a Salvini: "Andiamo insieme al Quirinale a chiedere elezioni anticipate".

Di Maio ha rivendicato la scelta di aver cercato un accordo prima con Salvini e poi con il Pd, ma al tempo stesso ha preso atto dell'impossibilità di raggiungere un'intesa: "È vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando al proprio orticello e ai propri interessi di parte. Avevo proposto un contratto alle altre forze politiche, non ho mai pensato che fosse facile, ma mai avrei pensato che fosse impossibile"

Con la Lega non c'erano le condizioni: "Salvini ha preferito gli interessi di un condannato incandidabile a quelli degli italiani. Io gli ho parlato in maniera sincera, a cuore aperto, gli ho detto sediamoci e troviamo una quadra e facciamo partire un governo che possa cambiare il paese. Niente, lui ha scelto Berlusconi: uno che ha fatto la legge Fornero, ha creato Equitalia e ha bloccato il paese per 20 anni per i suoi interessi personali".

Con il PD, invece, non è stato possibile fare una verifica: "Dall'altra parte avevamo il Pd, un partito che ha preso una clamorosa batosta alle elezioni ma che qualcosa sembrava stesse cominciando a capire mettendo da parte Renzi, relegandolo a senatore semplice. Ma ieri sera lo abbiamo visto riproporre addirittura una riforma costituzionale, dopo che gli italiani gliene hanno già bocciata una. Invece di chiedere scusa agli italiani per i danni fatti con il suo governo ha attaccato me e il M5S, chiudendo a qualsiasi ipotesi di contratto".

Per trovare una soluzione, secondo Di Maio, bisogna necessariamente ripassare dalle urne: "A questo punto non c'è altra soluzione, bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente deciderà il presidente Mattarella. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nel sistema elettorale ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi io dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Facciamo scegliere i cittadini tra rivoluzione e restaurazione".

A questo punto la palla passa a Mattarella, che certamente non si potrà limitare a sciogliere le Camere senza prima aver trovato un modo per modificare la legge elettorale.

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