Russia, proteste contro Putin: "Per noi non è lo zar". Rilasciato Alexey Navalny

Navalny da anni denuncia la corruzione della classe dirigente russa.

Aggiornamento domenica 6 maggio 2018 - Il leader dell'opposizione Alexey Navalny, organizzatore delle manifestazioni di ieri contro l'insediamento al Cremlino di Vladimir Putin, è stato rilasciato. Era stato arrestato per partecipazione a manifestazioni non autorizzate e resistenza a pubblico ufficiale.

Sabato di proteste contro Putin

Sabato 5 maggio 2018 - Lunedì prossimo, 7 maggio, a meno di due mesi dal suo trionfo elettorale, Vladimir Putin si insedierà al Cremlino per il suo quarto mandato presidenziale. Oggi, in 90 città russe, si stanno svolgendo le manifestazioni contro il Presidente, al grido di "Per noi non è lo zar".

Si tratta di proteste organizzate da Alexey Navalny, leader dell'opposizione a Putin, che è stato più volte arrestato in questi anni e anche oggi non è riuscito a sfuggire alle forze dell'ordine che lo hanno fermato a Mosca, dove la manifestazione è cominciata alle ore 13.

Navalny si era candidato alle elezioni presidenziali contro Putin, ma la commissione elettorale centrale di Mosca lo aveva bloccato ritenendolo ineleggibile per problemi con la giustizia a causa di una condanna per appropriazione indebita che lui ha sempre definito come una mera sentenza politica.

Oltre a Navalny molti altri manifestanti sono stati fermati oggi dalla polizia: 15 a Krasnoyarsk, altri 15 a Barnaul, mentre a Tomsk è stata fermata Ksenia Fadeeva che è la coordinatrice locale del movimento di Navalny. Già ieri numerosi attivisti sono stati fermati a Tambov, San Pietroburgo, Krasnodar, Kemerovo e Cheboksary.

L'accusa per tutti è di aver partecipato a manifestazioni non autorizzate e di aver resistito agli agenti. Infatti nella maggior parte delle città i cortei non hanno ottenuto l'autorizzazione da parte delle autorità.

Navalny e i suoi ovviamente prevedevano di essere fermati dalla polizia e per questo hanno attivato un numero verde di informazione a sostegno di chi viene arrestato. Inoltre i cortei sono trasmessi in live streaming su YouTube e ne viene fatta la cronaca sulll'account Twitter @navalnylive, su cui è stato pubblicato anche il video dell'arresto di Navalny, portato via a forza dagli agenti.

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