Sgarbi consiglia Berlusconi: "Non mollare. Se cedi ti arrestano"

La Lega in queste ore sta attendendo una risposta da Berlusconi, al quale ha chiesto di non mettersi di traverso per riuscire a formare un governo con il Movimento 5 Stelle. Salvini, forte dei sondaggi secondo i quali cannibalizzerebbe Forza Italia in caso di nuove elezioni ravvicinate, è in attesa di una risposta da parte dell'ex Cavaliere. In Forza Italia qualcuno sembra già pronto ad arrendersi, ma c'è anche chi non è per niente d'accordo come Vittorio Sgarbi.

Il critico d'arte, tornato in Parlamento dopo 12 anni di assenza, ha scritto una lettera a Berlusconi invitandolo a non cedere di fronte al "ricatto" dell'alleato, che andrebbe al Governo con il da lui odiatissimo Movimento 5 Stelle: "Caro Silvio, al di là della famiglia e delle gerarchie di Forza Italia, ascolta l'appello di un amico che ti ha sempre difeso dalle ridicole accuse propagandate da Di Battista e Di Maio. Non cedere, non fare passi indietro, non ritirarti, non accettare il ricatto, non umiliarti, non piegarti. Sarebbe la fine".

Sgarbi ipotizza conseguenze estreme per il leader del suo partito: "Devi resistere alla prepotenza eversiva dei 5Stelle. Ritirarti, dare appoggi esterni, consentire l'accordo Lega-M5S equivale ad uscire di scena, ad abbandonare la politica, a riconoscere la sconfitta. Senza speranza e senza rivincita. Una volta fatto un passo indietro, ti arresteranno".

Per Sgarbi, Berlusconi non dovrebbe ascoltare i consigli della figlia Marina: "Tua figlia Marina che ti suggerisce questa scelta, sbaglia perché, pur avendolo conosciuto e combattuto, si fida del nemico. Con questi non si può trattare, e non si può sperare di avere garanzie di nessun tipo. E appena ti sarai ritirato, non avrai altre mosse perché i tuoi non saranno con te, che sei fuori scena, ma si faranno tutelare, pur a loro rischio, umiliandosi, dalla Lega".

Secondo Sgarbi, Berlusconi dovrebbe resistere per difendere la democrazia: "Persa la forza, che sei tu, cercheranno la clemenza. Non per loro, ma per l'Italia, devi resistere-resistere-resistere. In nome della democrazia, nessuno può chiedere al vincitore di ritirarsi, per un accordo insensato e suicida, nessuno può accettare il diktat di chi pretende accordi, escludendo, per indegnità morale nella loro aberrazione, chi ha contribuito alla vittoria. E' una umiliazione che non puoi accettare e non puoi imporre all'Italia che ha creduto in te", conclude Sgarbi che si firma "Vittorio, come un figlio".

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